Il Tirreno

Abuso d’ufficio e falso: ieri subito un rinvio, a gennaio comincia il dibattimento

Otto imputati per gli autovelox

Luciano De Majo
Otto imputati per gli autovelox

Davanti ai giudici imprenditori, vigili e dipendenti comunali

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LIVORNO. Processo aperto e subito rinviato, in un lampo. Lo scandalo degli autovelox di Riparbella tornerà in aula a gennaio prossimo. Quella di ieri è stata soltanto un'udienza di smistamento, davanti al collegio giudicante presieduto da Gabriella Marinelli (a latere Dani e Lombardi). Sono otto gli imputati di questo processo. Le accuse, distribuite a vario titolo fra di loro, sono falso in atti pubblici e abuso d'ufficio.  Si tratta di Massimo Pistacchi, 55 anni, responsabile dell'area amministrativa del Comune di Riparbella; di Andrea Del Nista, 58 anni, responsabile dell'area amministrativa del Comune di Montescudaio; di quattro vigili urbani, cioè Andrea Lapini (53 anni, in servizio a Castellina Marittima), Rocco Cusano (53 anni, in servizio a Montescudaio), Mauro Polidori (50 anni, in servizio a Riparbella) e Silvia Cetti (47 annu, anche lei in servizio a Castellina Marittima); dei due rappresentanti della Centro servizi srl di Larciano, Simone Zari di 45 anni e Valentina Giunti, di 42 anni.  Nel mirino dell'accusa, prima di tutto, gli esiti delle gare che avrebbero consentito alla Centro servizi di Larciano di ottenere l'appalto per l'installazione degli autovelox nei territori comunali di Riparbella, Montescudaio e Castellina Marittima: secondo quanto sostiene la Procura, al termine di un'indagine condotta in un primo tempo dal sostituto procuratore Carmen Santoro e successivamente dal sostituto procuratore Massimo Mannucci, alle gare informali furono invitate poche ditte specializzate, una delle quali non si occupava delle forniture di cui erano alla ricerca queste amministrazioni comunali.  L'altra accusa che viene mossa in questo processo riguarda la gestione vera e propria degli autovelox e delle contravvenzioni, che non sarebbe stata portata avanti dai vigili urbani dei vari Comuni, ma dalla Centro servizi. Migliaia di verbali «formati falsamente» perché, pur portando la firma dei vigili urbani, sarebbero stati compilati nella sede della società di Larciano. Nell'indagine entrò anche il sindaco di Riparbella Ghero Fontanelli, poi archiviato.

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