Sicurezza
Morelline, avanti con la riqualificazione
Il Psi: «Si costruisca anche un asilo, oltre a strutture innovative»
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ROSIGNANO. «Avanti con la riqualificazione delle Morelline». È il messaggio, forte e chiaro, che lancia il Psi della Bassa Val di Cecina attraverso Alessandro Bechini. «La zona delle Morelline - attacca Bechini - è un'area produttiva fondamentale sia per il coefficiente di sviluppo che apporta al nostro comune, sia per la fonte d'occupazione che rappresenta: da anni, infatti, il comparto artigianale è unito in una sola dimensione economica d'interscambio con le imprese del territorio, compresa la Solvay». Il Psi prosegue. «Tuttavia, gli effetti della crisi economica attuale non hanno tardato a farsi tristemente sentire anche tra le aziende locali. Come in altre realtà, si sono pertanto avute le conseguenze tipiche dell'avversa congiuntura economica, ossia perdita di produttività, di competitività e, soprattutto, di posti di lavoro». Il Psi Bassa Val di Cecina ritiene «che proprio in questo momento complesso sarebbe necessario intraprendere misure coraggiose e all'avanguardia per la riqualificazione e la modernizzazione delle Morelline che vadano ben oltre i provvedimenti legati al miglioramento degli arredi urbani». Bechini spiega i motivi. «Le imprese del comparto artigianale garantiscono più di 500 posti di lavoro in ambiti vari e diversificati: proprio la presenza di questo gran numero di cittadini può aprire le possibilità dell'ampliamento dei servizi tipici del tessuto urbano a questa zona attualmente periferica nell'impianto urbanistico di Rosignano. Come già si vede in numerose zone industriali, anche alle Morelline dovrebbero essere previsti punti di ristoro, un ufficio di posta, uno sportello bancario e anche un asilo nido che sia di aiuto alle famiglie; il tutto naturalmente realizzato con una continua concertazione tra le aziende e l'amministrazione comunale». Ma il Psi ravvede anche la necessità«di affiancare alle misure di sostegno alle attività produttive anche la progettazione di interventi che vadano ben oltre la seppur necessaria riqualificazione urbana, spingendosi verso l'innovazione e la creazione di servizi per il benessere dei lavoratori, i cui luoghi di impiego sono spesso dimenticati dai piani urbanistici».
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