Il Tirreno

Li faceva bere e poi li molestava

Alessandro De Gregorio
Li faceva bere e poi li molestava

Sentiti dal giudice, quattro ragazzini confermano le accuse

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CECINA. Videro quei due ragazzini che si affacciavano alla terrazza e rientravano in casa di quel pensionato. Ne riconobbero uno. Telefonarono alla scuola media per avere conferma della sua assenza. E fecero irruzione nell'appartamento, che stavano sorvegliando a distanza dal giorno prima.  Si svolse così il blitz dei carabinieri che condusse al primo arresto dell'uomo accusato di violenza sessuale su minori. Primo arresto, perché il secondo è scattato mercoledì sera ma per evasione. Lo scenario è Palazzo Fiorito, l'edificio ricostruito sulle ceneri dell'ex ospedale. In pieno centro. E' lì che secondo le accuse il pensionato avrebbe ricevuto decine di adolescenti dopo averli adescati per strada.  Gli investigatori confermano in pieno la notizia pubblicata domenica dal "Tirreno". E aggiungono che l'uomo (68 anni, celibe, originario di Campiglia), è stato parzialmente inchiodato da almeno quattro testimonianze.  Ricapitoliamo. Il pensionato aveva preso in affitto un alloggio in quel palazzone. Ci viveva da solo, a volte in compagnia di un marocchino. E intorno a lui i ragazzini non mancavano mai. Ora, c'è da dire che di fronte a una delle entrate dell'ampio condominio c'è una scuola, l'istituto Parini. La presenza di giovani lì davanti è normale. Ma tra i vicini c'è chi ha assistito a qualcosa di più. A un vero viavai di adolescenti, stranieri e non.  Dopo aver raccolto parecchie segnalazioni, i carabinieri avevano deciso di vederci chiaro. E così quel giorno di mezza estate avevano bussato alla porta di gente che abita su un'altra ala di Palazzo fiorito, dalle cui finestre si vede la casa del pensionato: «Hanno chiesto di poter usare le nostre stanze per un po', ma ci sono stati un giorno solo».  L'indomani infatti i carabinieri avevano visto due minorenni sbucare dalla tenda della terrazza sotto osservazione, e poi rientrare. Avevano visto il pensionato in mutande. Avevano telefonato alla scuola per uno scrupolo in più. Ed erano andati ad arrestarlo, portando via i due adolescenti.  Il pensionato era caduto dalle nuvole, aveva detto (e ripetuto anche al giudice) che ama i bambini e non avrebbe mai fatto loro del male. Gli investigatori continuano a non credergli.  Martedì scorso si è svolto un incidente probatorio nell'ufficio del gip Rinaldo Merani. Alla presenza del pm che conduce le indagini, il sostituto procuratore Paola Rizzo, sono stati sentiti quattro di questi minorenni.  I ragazzini hanno rivelato il sistema usato dal pensionato per convincerli a salire da lui: una pizza, una birra, anzi più birre, una sigaretta e qualche film porno: «E quando qualcuno di noi era ubriaco lui provava a toccarci». Nessun rapporto carnale, solo qualche palpeggiamento. Secondo i quattro minorenni tutto sarebbe rimasto a livello di tentativo.  Nei prossimi giorni l'indagine potrebbe essere chiusa con la notifica del 415 bis. Nel frattempo l'uomo come abbiamo già scritto è finito in carcere perché mercoledì non è stato trovato nel suo alloggio, dove era agli arresti domiciliari. In sede di convalida, il giudice Beatrice Dani aveva confermato anche la misura restrittiva del carcere.

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