Sicurezza
Non erano i vandali ma il cognato
Scoperto grazie a un vigilante, patteggia tre mesi
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CECINA. Avevano assunto un vigilante per scoprire l'autore di quei tagli alla rete. Alla fine lo hanno scoperto. Pensavano che fosse un vandalo, ma era il loro cognato. La storia risale a tre anni fa ed è finita in tribunale, dove si è appena conclusa con un patteggiamento. Giorgio Barbieri, 48 anni, ha concordato con il pm e il giudice tre mesi di reclusione e 100 euro di multa, beneficiando della sospensione condizionale e della conversione della pena detentiva in pecuniaria. Alla fine quei tagli, ma anche un insulto riferito alla suocera, gli sono costati oltre ottomila euro: 3.420 l'equivalente della pena, il resto per le spese processuali sostenute dalla parte civile. Cioè cognata e suocera. Barbieri era imputato per danneggiamento, furto aggravato e diffamazione. I fatti risalgono all'estate 2007, avvenuti in via Pasubio dove abitano sia lui che la cognata Elena Frassinelli, il cognato Paolo Patricelli e la suocera Loriana Giovannelli. Proprietà comune, appartamenti divisi. E non solo quelli, evidentemente. I Patricelli avevano già subìto un paio di danneggiamenti: qualcuno aveva tagliato il filo spinato della recinzione e il tubo dell'irrigazione. Parte della recinzione era anche sparita. Così avevano pagato un vigilante della Securpol, Guido Pesaro. Appena preso servizio, proprio la prima sera, il vigilante si era imbattuto nel Barbieri che, con una tronchese, stava tagliando la recinzione. Così aveva avvertito i proprietari che a loro volta avevano chiamato i carabinieri. Il cognato era stato denunciato una prima volta e anche una seconda, qualche giorno dopo, quando incrociando il vigilante gli aveva detto di salutargli Loriana (cioè sua suocera) aggiungendo un pesante insulto. Davanti al giudice Chiara Nardi l'imputato, difeso dall'avvocato Andrea Porcelli (pm Massimo Mannucci), ha scelto il patteggiamento. A.d.G.
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