Il dolore
Banca Etrusca, si prepara la fusione
Il cda presenta il piano industriale: «Solo vantaggi»
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ROSIGNANO. «Una fusione vantaggiosa per tutti». Ecco, in sintesi, il motivo che spinge il cda dell'istituto verso la fusione con la Banca Cras di Sovicille. Giovedì e venerdì - spiega in un comunicato il vicepresidente del cda della Banca Etrusca Luciano Fiori - si sono tenuti a Rosignano e Livorno due incontri con i soci della banca per illustrare il progetto industriale di aggregazione con Banca Cras. «Presenti - si legge nella nota - oltre il cda della banca, tutto il personale, le istituzioni, le associazioni di categoria ed i rappresentanti della Federazione toscana delle banche di credito cooperativo». Il testo prosegue. «I dibattiti si sono svolti in modo sereno e costruttivo. Su questa linea di adesione convinta e partecipata all'aggregazione, si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni (Nardi presidente della Camera di commercio e Kutufà presidente della Provincia), dell'associazionismo e dei soci. Erano presenti, tra gli altri, Valtriani della Cna e Pasquali della Compagnia portuale Livorno». Il presidente della banca Gianfranco Balestri ha esposto i motivi dell'aggregazione. «Le ragioni vanno ricercate nelle parole che il governatore della Banca d'Italia Draghi ha recentemente pronunciato. Da qui la necessità e l'urgenza di dare vita a strutture bancarie con adeguate potenzialità organizzative e patrimoniali. Banca Costa Etrusca, pur avendo fatto progressi notevoli in questi primi anni di vita, non ha attualmente un'organizzazione e un patrimonio sufficiente a garantire quella espansione nell'erogazione del credito che sarebbe necessaria ai nostri territori, pur avendo una notevole liquidità. Partendo da queste considerazioni, il cda della banca ha convenuto sull'esigenza di intraprendere con Banca Cras l'iniziativa di aggregazione, che potrà garantire l'ottenimento di importanti sinergie ed economie di scala, oltre un miglior presidio del mercato e monitoraggio dei rischi». Lo stesso vicepresidente Fiori ha illustrato la storia ed i numeri del partner dell'operazione di aggregazione. «Infine il direttore generale Andrea Giani ha trattato i principali obiettivi del piano industriale approvato da Banca d'Italia la scorsa settimana: saranno considerate strategiche le aree dei comuni di Livorno, Cecina, San Vincenzo, Piombino e Pisa. La cura e l'assistenza ai soci e ai clienti sarà rafforzata attraverso l'introduzione dei nuovi servizi di private, corporate e banca assicurazione. Le attività sociali e di sostegno per le famiglie e le imprese verranno garantite anche dalla società di Mutuo soccorso. E sarà mantenuta la "livornesità" della banca e dei soggetti che vi operano».
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