Il Tirreno

Tanti insegnanti al Pasquini

Marchi pedagogista due libri e la voglia di sostenere la scuola

Carlo Rotelli
Il pubblico al castello Pasquini
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Il pubblico al castello Pasquini

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 CASTIGLIONCELLO. Tanti insegnanti delle scuole elementari al Pasquini, che hanno colto il destro della presentazione di due libri - «Genitori in ascolto» di Lamberto Giannini e «Demiro Marchi» di Maria Carmina Peluso - per protestare vivacemente contro l'andazzo di questi ultimi tempi nella scuola di base. Assenti invece non solo politici, ma anche personalità del mondo della cultura locale. Eppure l'occasione (una discussione intorno alla figura carismatica di Marchi) sarebbe stata da non perdere.  Anche il sindaco Alessandro Franchi lo ha sottolineato in apertura. «Se oggi nella realtà del nostro comune - ha precisato Franchi - l'impegno pubblico sul versante della cultura e della scuola è così importante certo che il contributo di Marchi a suo tempo è stato decisivo perchè si andasse in tale direzione». Peraltro Vincenzo Brogi, dirigente del comparto scuola e cultura del Comune, già nel presentare il volume di Giannini per l'edizioni Erasmo sottolineava il rilievo che il problema del rapporto genitori-figli poneva di continuo nel mondo della scuola. E subito dopo Giannini, docente di storia e filosofia del liceo livornese Enriques, nel descrivere l'ampio raggio di aspetti che caratterizzano la genitorialità finiva per raccontare anche le vicende tra gli adolescenti e il mondo adulto nel mondo della scuola. Il lavoro che la Peluso ha prodotto con la sua tesi di laurea su Marchi, per l'edizione livornese de Il Gabbiano, ha visto oltre alla introduzione di Marchi e di Brogi le relazioni dell'autrice, di Enzo Magazzini, direttore scolastico, e di Stefano Oliviero, ricercatore dell'università di Firenze. Gli inteventi delle insegnanti subito dopo hanno suonato protesta per le carenze, e i duri colpi che sono stato assestati all'ordinamento e alle risorse della scuola. Da qui scoramento e sgomento. Ma anche volontà e speranza di cambiare le tendenze in atto, con un'opera di resistenza all'interno delle scuole tale da preservare almeno alcuni elementi di quel progetto di «pieno tempo» per cui tanto Marchi si era speso nel contesto allora socialmente difficile del castello di Marittimo.

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