Proteste
Nella stessa zona un gioielliere si gettò sotto un treno
Sette anni fa il caso Pippia
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CECINA. Una quindicina di metri più avanti, sull'altro lato della strada che conduce alla Cinquantina, un altro fatto di sangue scosse la comunità di San Pietro in Palazzi. Era il 6 luglio di due anni fa quando un gioielliere di 44 anni di Volterra raggiunse il cavalcavia in auto, parcheggiò, si nascose in un canneto e attese di veder spuntare il muso del treno. Quindi si inginocchiò sui binari lasciandosi uccidere dal convoglio. L'uomo era sposato e soffriva di forti depressioni. Presenta molte più analogie con la tragedia di ieri il caso di Flavio Pippia, il settantenne che nel luglio 2003 uccise con due colpi di fucile la moglie Franca Meini nell'appartamento di via Napoli. Anche in questo caso infatti si parlò di omicidio-suicidio, pur se non contestuale. Un anno dopo, nel giugno 2004, proprio alla vigilia del processo, Flavio Pippia si uccise gettandosi dalla finestra dell'abitazione della sorella a Stagno, dal quinto piano.
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