Sicurezza
L'Ipsia è sotto choc lacrime e disperazione nella classe del ragazzo
Mario Moscadelli
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Sopra lingresso dellIpsia a Rosignano Solvay Sotto alunni davanti alla porta dellistituto e più in basso il dirigente dellIsis Mattei Riccardo Borraccini 3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Quel banco vuoto non aveva dato troppe preoccupazioni. I compagni di classe del figlio della coppia trovata morta a Palazzi lo sapevano che il loro amico avrebbe festeggiato il suo compleanno e che probabilmente avrebbe tirato fino a tardi. Insomma, se lo immaginavano che potesse saltare il giorno di scuola. Così come i prof, avvertiti dagli stessi alunni. Ma verso le 12 in quella classe dell'Ipsia di Rosignano è calato il gelo: il loro compagno non era casa a dormire, a smaltire una nottata di festeggiamenti. Ma era in caserma, a piangere l'atroce morte dei suoi genitori. Quando la notizia si è sparsa, la scuola si è come fermata, stretta nel silenzio del dolore. Non solo gli studenti, ma anche i docenti si sono riuniti nella sala insegnanti per mettere a fuoco una vera e propria tragedia. Nella classe del ragazzo la notizia del dramma è arrivata poco prima della campanella delle 12,30. «Un nostro compagno - racconta Giorgio - è uscito fuori per una breve pausa, quando ha incontrato il professore di educazione fisica, che gli ha comunicato cosa era successo in quella casa di Palazzi e perché quel banco nella nostra classe era vuoto». Una volta rientrato in aula, gli amici hanno notato qualcosa di strano sul volto del loro compagno. Ma mai si sarebbero immaginati cosa stesse per uscire dalla sua bocca. «Quando ha spiegato il fatto è calato il gelo. Siamo rimasti tutti senza parole, con i lucciconi agli occhi. C'è anche chi si è messo a piangere dallo strazio. Noi eravamo sicuro che avesse saltato la scuola perché aveva fatto tardi alla sua festa di compleanno. Sapevamo che sarebbe andato a Firenze. E invece...». La campanella della fine delle lezioni è suonata subito dopo avere appreso i primi dettagli della tragedia. Anche i professori sono rimasti sconvolti: c'è chi ha pianto in sala insegnanti. «Non sarà il massimo nei voti - dice un altro compagno di classe - ma sta lo stesso a cuore a molti docenti. È altruista, generoso e le sue battute qualche volta fanno ridere gli stessi professori. Insomma, come fare a non volere bene a un ragazzo così». La notizia, con il passare dei minuti, ha poi coinvolto l'intera Ipsia. All'uscita dalla scuola tutti i ragazzi a testa bassa e con poca voglia di parlare. Ma sicuri di una cosa: «Gli staremo sicuramente vicino - dice Mirko, un altro compagno di classe - perché è in un momento difficile come questo che gli amici fanno la differenza». Appassionato di pesca («spesso andiamo insieme ad Andalù»), il suo più grande amore però sono i motorini truccati. O meglio le minimoto. «C'è fissato con i motori e ci racconta spesso delle sue imprese alla pista del mare a Cecina». Pista con cui andava spesso con il padre Paolo.
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