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Paduletto, c'è il via libera ok bipartisan alla variante

Paduletto, c'è il via libera ok bipartisan alla variante

Ma in consiglio è di nuovo scontro sugli alloggi di via Puccini

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CECINA. Ok quasi bipartisan sul Paduletto, ma si rinnova la polemica - in aula consiliare - sulle case di via Boccaccio. Erano questi i due più importanti interventi edilizi in discussione della seduta di ieri. Il primo, il completamento della lottizzazione dell'ex Fattoria del Paduletto, relativo all'adozione della modifica di una scheda urbanistica, la D57, per consentire la chiusura del vecchio piano di recupero.

Il secondo, la fine dell'iter consiliare per la realizzazione di 23 alloggi nell'edificio che ospitava fino a pochi mesi fa una parte degli uffici comunali. Sul Paduletto tutto liscio: voto favorevole della maggioranza, astenuta una parte del Pdl con Barabino, Villani e Musotto che non hanno partecipato alla votazione. La nuova scheda normativa consente a chi costruirà (l'area è di proprietà della Paduletto srl) di poter recuperare le volumetrie esistenti realizzando fra due tipologie di strutture turistico-ricettive. Quelle di tipo A, vale a dire albergo o residenza turistica alberghiera (di cui, peraltro, si parla da tempo). Quelle di tipo B (case vacanze, ostelli della gioventù, affittacamere).

Oggi la normativa in adozione dà la possibilità, in caso di realizzazione di albergo o rta, di ampliare fino a 1000 metri la superficie lorda. «Si prevede inoltre - ha spiegato ieri l'assessore all'urbanistica Giamila Carli - l'asfaltatura di una parte della strada che va dalla ex fattoria fino al sottopassaggio ferroviario di via Sanzio». Un'opera che non è mai stata fatta, anche per la necessità di superare i problemi di rischi idraulici e che oggi s'interseca con la viabilità complanare del progetto autostrada visto che nella delibera del Cipe Sat s'impegna a realizzare, oltre ad una complanare nord (fra Palazzi e Cecina) anche una a sud che dal cavalcavia del Cedrino, attraversando il Paduletto e costeggiando la ferrovia, porta fino al cimitero comunale. Da qui sempre Sat dovrà realizzare anche un terzo viale a Mare che scorre parallelo a viale della Repubblica a sbocca all'altezza dell'AcquaVillage di Marina. Si è ripetuta, invece, la polemica sull'edificio di via Boccaccio che il Comune di Cecina ha messo all'asta due volte per poi assegnarlo, dopo una licitazione privata, alla Cooper cooperativa di costruzioni di Livorno. Polemica che ha avuto un antefatto nella commissione consiliare di alcuni giorni fa quando il consigliere Musotto (Pdl) ha avanzato una proposta suscitando la vibrata reazione della maggioranza che l'ha ritenuta «indecorosa». Ma cos'ha detto Musotto? Il consigliere del Pdl ha spiegato di aver parlato col progettista di via Boccaccio chiedendo all'impresa - viste le volumetrie concesse dalla scheda normativa ed il rialzamento di un piano dell'edificio - di dare qualcosa in cambio. E ha fatto l'esempio della tomba etrusca da spostare come intervento che avrebbe potuto fare il costruttore «facendo risparmiare denaro pubblico all'amministrazione». L'intervento di Musotto non è piaciuto nè all'assessore nè alla maggioranza che ne hanno contestato merito e metodo. «Sono aperta a qualsiasi discussione - ha detto Carli - e da sempre sono per un'urbanistica contrattata. Ma trovo improprio e sbagliato quello che ha fatto Musotto. Se qualcuno ha delle proposte da fare le deve fare nelle sedi opportune senza scambio di ruoli e compiti». «Siamo sempre accusati di fare un'opposizione distruttiva - si è difeso il consigliere del Pdl - se ho avanzato questa proposta era per il bene della collettività. Ho agito in assoluta buonafede». Archiviato il «caso Musotto», sulla questione via Boccaccio si è però rinnovato lo scontro.

L'assessore ha spiegato che con la variante della scheda si ristabiliscono criteri di computo della superficie realizzabile. Ma sull'altra sponda si è registrato l'attacco del capogruppo Pdl Paolo Barabino che già aveva contestato «il piano in più» concesso da palazo civico. «La toppa che si pone - ha detto Barabino - se non è uguale allo strappo è forse peggio», definendo la scelta di rivedere la superficie lorda complessiva come «in contrasto con ogni legge urbanistica», ribadendo la criticità di un intervento che consente in un'area con edifici massimo di 8,4 metri di autorizzarne uno di oltre 12 metri. Ancora polemica, poi, sull'aggiornamento del piano di recupero del comparto B3A (stadio comunale) in base alle sopraggiunte col regolamento urbanistico.

Sui capannoni comunali in zona stadio Francesco Villani (Pdl) ha parlato di «occasione persa» per un recupero vero destinando l'area per interventi edilizi destinati a giovani coppie».

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