Proteste
Riflettiamo su quella cava
Marco Marabotti (Wwf)
Il sindaco faccia indagini ulteriori sull'amianto
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Le notizie allarmanti sulla presenza rilevabile di fibre di amianto nella cava di Rialdo in località Melatina, a Riparbella, impongono un momento di riflessione. La cancerogenicità dell'amianto è purtroppo ormai accertata in seguito al sacrificio di moltissimi lavoratori che in vari periodi ed in diverse lavorazioni industriali hanno perduto la vita dopo aver inalato fibre di asbesto. Il tumore che ne deriva, a distanza anche di decine di anni (e per questo molto subdolo) è di un tipo pressoché associato solo all'amianto, o quasi: il mesotelioma pleurico. La legislazione in merito alla sicurezza sul luogo di lavoro si è evoluta nel tempo, man mano che i dati sulla cancerogenicità dell'asbesto divenivano inconfutabili. Occorre peraltro ricordare che le morti per amianto non hanno riguardato solo i diretti lavoratori, ma anche i familiari, che evidentemente inalavano le fibre di amianto dagli indumenti degli operai. Vogliamo ricordare questo non trascurabile particolare per riaffermare l'estrema pericolosità della lavorazione dell'amianto, e anche le prescrizioni degli enti preposti a tutelare la salute sul lavoro (ossia quelle in definitiva di tenere bagnate le superfici di scavo e i camion interessati al trasporto del materiale di scavo) sembrano, per la verità, abbastanza "all'acqua di rose" se pensiamo ai mezzi meccanici impegnati in cava e alle quantità di tonnellate di materiale di scavo movimentate. Come associazione ambientalista ci rivolgiamo al primo cittadino di Riparbella, che è l'ultimo responsabile della salute dei cittadini da lui amministrati, chiedendogli di far effettuare supplementi di indagine sulla zona individuata come cava, e, ovviamente, nel frattempo di congelare qualsiasi autorizzazione a procedere alle ditte che ne hanno fatto richiesta. Questo in rispetto del sacrosanto principio di precauzione che impone di astenersi dal compiere scelte da cui si sospettino originarsi effetti negativi per la salute. Ci chiediamo anche se valga la pena continuare a sacrificare parti importanti di paesaggio per i quali la nostra Regione è divenuta famosa nel mondo svendendo il futuro per scarse ricadute economiche attuali. Ma questo è ancora un altro discorso, da affrontarsi comunque, ma dopo aver risolto il dubbio più importante, quello per la salute pubblica.
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