Il dolore
Ucciso da una fioriera, via al processo
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Ademaro Dani, la vittima, A destra carabinieri e soccorritori nel cantiere dopo la tragedia2 MINUTI DI LETTURA
BIBBONA. Una gru sbagliò manovra, urtando una fioriera di cemento pesa tre quintali. Che venne giù. Era il 2 aprile 2009 e il Paradiso Verde era in ristrutturazione. Il proprietario dell'hotel, Ademaro Dani, passava là sotto. Fu colpito in testa, morì. Furono indagate due persone. Una, Giuseppe Pirrone, ha patteggiato. L'altra, Raffaele Mattiello, è stata rinviata a giudizio. Il processo vero e proprio comincerà a dicembre e si svolgerà in tribunale a Cecina davanti al giudice Elsa Iadaresta. Mattiello, difeso dall'avvocato Nando Bartolomei, è imputato per omicidio colposo in qualità di datore di lavoro e titolare della ditta di costruzioni Fe.Fa., alla quale Dani aveva appaltato la ristrutturazione del proprio albergo. Mattiello è finito nei guai perché all'epoca aveva concesso in subappalto alla ditta Habitat costruzioni di Pirrone alcune opere a insaputa sia del committente (Dani) che del direttore dei lavori e responsabile della sicurezza, l'ingegnere Luciano Lorenzi. Di questo è accusato, oltre che di aver concesso arbitrariamente l'accesso in cantiere alla Habitat senza il permesso del responsabile della sicurezza e senza garantire l'adeguato controllo sulle procedure di sicurezza adottate nell'esecuzione dei lavori. Pirrone fu quello che materialmente, con una gru a torre, quel pomeriggio di inizio aprile sollevò un fascio di reti metalliche elettrosaldate dalla terrazza del primo piano dell'albergo. Fu lui insomma a sbagliare e in particolare lo fece nell'imbracatura delle reti, che erano state sistemate in orizzontale anziché in verticale. In questo modo, al momento in cui Pirrone con il telecomando innalzò il carico oltre il livello del parapetto della terrazza, causò la caduta di una fioriera lunga due metri e pesa trecento chili. Il blocco di cemento precipitò da quattro metri di altezza colpendo alla testa Dani, che stava passando là sotto. E che morì durante la corsa in ambulanza verso l'ospedale. Il pm che coordinò le indagini dei carabinieri, il sostituto Gianfranco Petralia, indagò entrambi gli imprenditori per omicidio colposo. Pirrone e Mattiello sono comparsi davanti al gup Paola Caporali e il primo, difeso dall'avvocato Claudio Cataldo, ha patteggiato la pena di un anno. Mattiello ha deciso invece di andare avanti.
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