Finanza
Anche lassessore Paroli (Riparbella) scrive a Nocchi: serve un rapido intervento
La rivolta degli studenti sui bus Atl
Rino Bucci
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Pendolari alla fermata dellautobus. A fianco la tessera del Fermi Non coincidono orari della scuola e delle corse. «Ormai pranziamo alle 15»
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CECINA. L'uscita dei ragazzi dalla scuola e l'arrivo degli autobus che li riporta a casa. Un gioco di coincidenze che quest'anno non riescono ad incastrarsi. Sono già sul piede di guerra i pendolari del liceo Fermi. Da settembre oltre alla novità delle tessere magnetiche si sono ritrovati l'orario di 60 minuti, anziché quello da 50. Un provvedimento che, di fatto, ha spostato tutti gli orari di uscita. Chi prima terminava le lezioni alle 12.25, ora finisce alle 13, mentre chi usciva alle 13.15, da quest'anno esce alle 13.50. Oltre alla "beffa" di dover rimanere quella mezz'ora in più a scuola, c'è il problema degli autobus, soprattutto per chi abita a Nord di Cecina (da Vada in poi) e nei paesi collinari. Infatti, l'Atl non ha ancora adeguato l'orario delle corse a quello della scuola. Conseguenza? I ragazzi si ritrovano ad aspettare più di mezz'ora prima di prendere l'unico pullman disponibile alla pensilina di piazza della Libertà. Non è tutto, il mezzo non passa davanti alle scuole. Un disagio che può essere sopportabile dagli studenti della sede di via Napoli, ma diventa una preoccupazione per quelli di via Ambrogi. «L'uscita da scuola è alle 13.50 - commenta Chiara Pizzi, terza liceo classico -, ma l'autobus parte solo alle 14.10 e dalla pensilina. Oggi abbiamo trovato anche il passaggio a livello chiuso ai Palazzi. Sono arrivata a casa a Castiglioncello che erano passate le 15. Se consideriamo che dovevo mangiare e poi studiare perché quest'anno ho la maturità, si comprende il mio stato d'animo». Gli studenti in questi giorni hanno più volte chiamato il servizio clienti della società livornese. «Non sanno darci risposta - commenta Marco Cartoni, terza liceo, di Solvay - però paghiamo 37 euro al mese di abbonamento. Sembra che la situazione cambierà tra tre settimane. Saranno venti giorni di disservizi, e poi, per ora, ci sono solo parole. Con l'Atl abbiamo sempre avuto disagi, ma non di questa portata». Ai ragazzi non va giù che continui a passare un pullman alle 12.30 davanti alle scuole. «Andava bene con l'orario dello scorso anno - commenta Sena Grassi, di Vada - ma ora resta sempre vuoto. Queste prime settimane sono un vero delirio. Ho telefonato all'Atl e mi hanno detto di portare pazienza». I disagi non sono solo nell'orario di uscita, ma anche in quello di entrata. Con l'arrivo delle tessere magnetiche, infatti, i ragazzi devono "timbrare" dalle 7.45 alle 8. «Arriviamo a scuola sempre intorno alle 8.20 - commenta Marco Cartoni - come minimo il ritardo è di un quarto d'ora. Per fortuna le macchinette non registrano ancora i ritardi, perchè sono in fase di taratura. Ma, in cinque anni sono davvero poche le volte che siamo arrivati in tempo». Problemi anche per le corse verso i borghi collinari. «In seguito alle richieste di numerosi cittadini, - comunica Vincenzo Paroli, assessore ai trasporti al Comune di Riparbella - ho ritenuto opportuno scrivere una lettera all' Atl e all'assessore provinciale Nocchi, per chiedere di modificare gli attuali orari delle corse sul nostro territorio. Preso atto dell'adeguamento degli orari scolastici alle nuove disposizioni della riforma Gelmini, ho sollecitato un intervento perché siano sincronizzati gli orari degli autobus con quello di uscita dei ragazzi che abitano nel nostro comune e frequentano le scuole di Cecina e Rosignano».
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