Sicurezza
Dieci anni fa occuparono il casello e trasformarono quel rudere in unabitazione
«Siamo pronti a incatenarci»
Rino Bucci
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Piero Mancini e Daniela Manni nella casa cantoniera delle Ferrovie Famiglia sotto sfratto alla casa cantoniera delle Ferrovie
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CASTAGNETO. Dovranno sgomberare la casa in cui vivono da dieci anni entro la fine di settembre. Piero Mancini e Daniela Manni abitano in una casa cantoniera di proprietà delle Ferrovie. Un edificio costruito all'inizio del Novecento, sulla tratta che unisce San Vincenzo a Donoratico, in località Pianetti. «Si chiama Casa Rossa - spiega Mancini - è un casello storico, si trova anche nelle vecchie mappe. Lo chiamavano il casello del conte Ugolino. Quando siamo arrivati qui all'inizio del 2000 era vuoto, cadeva a pezzi. Non avevamo una sistemazione perché non riuscivamo a pagare gli affitti, così l'abbiamo occupato». Negli anni Piero e Daniela cercano di trasformare quel rudere in una casa con i pochi soldi che hanno; lui è in pensione, lei lavora come ambulante, «ma non si guadagna molto». «Ci siamo impegnati e abbiamo tolto i rovi - spiega la donna - imbiancato, allacciato acqua e luce. Abbiamo speso migliaia di euro». Nell'edificio, al piano rialzato vivono anche i due figli della coppia, accanto un'altra famiglia. Anche loro dovranno sgomberare in questi giorni. La doccia fredda è arrivata a fine agosto. «Ero in casa - racconta Piero - avevo preparato un caffè, saranno state le otto, quando si presenta il curatore delle Ferrovie. Mi dice che abito in una casa di loro proprietà e che devo andarmene. Nel giro di poche ore arrivano i tecnici dell'Enel, di Asa e l'ufficio sanità dell'Asl. Sulla relazione i dipendenti dell'Azienda sanitaria scrivono che nell'appartamento mancano «le più elementari regole igieniche degli ambienti di vita e di lavoro» e revocano l'abitabilità. «A metà settembre - continua Manni - arriva anche l'ordinanza di sgombero del Comune. Abbiamo contattato un avvocato che ci ha detto che è anticostituzionale. Dovremmo presentare ricorso al Tar, ma non abbiamo i soldi. Non ce lo possiamo permettere. Prima di farmi buttare in mezzo a una strada mi incateno a questa casa o al Comune». Piero, Daniela e i loro figli vorrebbero rimanere nell'abitazione che li ha ospitati negli ultimi anni. «Saremmo anche disposti a spostarci ma l'amministrazione deve aiutarci, non abbiamo i soldi per l'affitto». L'assessore al sociale Antonella Orsini è a conoscenza dei problemi della famiglia Mancini: «Li abbiamo già incontrati, purtroppo siamo in forte emergenza abitativa. Stiamo cercando qualcuno che possa affittare loro una casa. Ma pochi sono disposti a lasciare un immobile alle famiglie in difficoltà».
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