Sicurezza
Pruneti e la massoneria «Non è un reclutamento»
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Un momento del convegno a Villa Guerrazzi 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Segretezza e rispetto, conoscenza, solidarietà, fratellanza e diffusione della cultura: un mondo, la massoneria, che appare lontano. Ma che puoi studiare e incontrare: è quello che ha proposto la Gran Loggia d'Italia di Piazza del Gesù, la Regione Massonica e la Provincia Massonica di Cecina nel convegno che si è svolto ieri mattina a Villa Guerrazzi. In sala oltre 150 persone. Ne parliamo col gran maestro Luigi Pruneti. Vi aspettavate questa affluenza? «Era prevedibile per il tema generale e poi i relatori sono ottimi. Il professor Ervin Laszlo è uno dei personaggi di maggior pregio degli ultimi trent'anni in fatto di cultura umanistica e scientifica. E padre Anthony ha avuto l'onore di conoscere Gandhi». Non è un reclutamento? «No, la massoneria non cerca adepti per strada. Deve solo aiutare l'umanità nella propria crescita. Cultura vuol dire dialogo e noi vogliamo proporre eventi culturali in un paese povero da questo punto di vista». Il simbolo ha un ruolo fondamentale nella vostra dottrina? «È un linguaggio essenziale, proposto attraverso icone che sono i simboli del tempio. Tutto gira attorno al mito. Poi c'è la drammaturgia che è un rito e l'attore come simbolo del mito. Conoscere significa integrare». Qual è il vostro compito? «Unire gli uomini rispettando la coscienza dei singoli, no religione, no politica. Aiutare il percorso dentro il labirinto della vita basandosi sui principi della solidarietà e del valore». Come si diventa grande maestro? «Attraverso un'antica militanza, ho iniziato nel '74, adesso ho 61 anni e ho ricoperto un po' tutte le cariche: serve impegno costante». D.V.
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