Il dolore
Pedinamento e perquisizione all’alba. A luglio era stato già beccato suo fratello
Denunciato anche il macellatore
A.d.G.
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La forestale con un cinghiale sequestrato in una foto di repertorioBusiness dei cinghiali, gli agenti della forestale stringono la rete
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CECINA. Una seconda denuncia, stavolta nei confronti del fratello, ma soprattutto una seconda conferma: dietro a quei cinghiali morti, decapitati e sviscerati sul posto c'è un vero e proprio business della carne clandestina. Carne che finisce su qualche tavola di ristorante o in qualche sagra, in barba non solo alle norme sulla caccia ma anche a quelle sull'igiene degli alimenti. Ormai la forestale ne è convinta. Così come è convinta di aver messo gli occhi addosso proprio a due personaggi chiave del gruppo. Quelli incaricati di recuperare la selvaggina e macellarla. Il «recuperatore» era stato già denunciato a luglio, quando la forestale lo aveva beccato con tre cinghiali nella sua auto. Stavolta è stato denunciato il fratello, il macellatore. La trappola è scattata nella notte tra martedì e mercoledì, notte di luna piena anche in questo caso. E più o meno nella solita zona: la macchia tra Casale e Bibbona. La forestale ha organizzato un appostamento con pattuglie di Cecina e Rosignano e sotto la supervisione del nucleo investigativo di polizia ambientale. Il casalese era con un altro bracconiere, quello che materialmente sparava e che è stato visto abbattere quattro cinghiali. Quegli stessi cinghiali sono spuntati poche ore dopo nello scantinato del casalese, al termine della perquisizione scattata all'alba dopo un pedinamento. Oltre ai cinghiali, sono state trovate e sequestrate 50 munizioni calibro 30/06 non denunciate. L'uomo è indagato per caccia in periodo di divieto e per violazione delle norme sulle munizioni. Il complice col fucile è è riuscito a dileguarsi nel buio. Pare comunque che gli agenti lo abbiano riconosciuto. Le indagini proseguono per gettare luce sulla rete di smercio della carne.
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