La manifestazione
102 gli operatori stranieri. «Ma il mare da solo non basta più»
«Un'offerta inadeguata»
Simone Pardini
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La sala contrattazioni della Beta Alla Beta confronto fra turismo toscano e adriatico
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CECINA. Un confronto tra l'offerta turistica del Tirreno e quella dell'Adriatico. Si è conclusa così, ieri, la 24ª edizione della Borsa europea del turismo associato (Beta). 102 sono stati gli operatori esteri che hanno partecipato, olandesi e tedeschi in testa per numero di stand. Molte le tematiche affrontate nelle due giornate della manifestazione: dalla situazione turistica regionale (strutture ricettive, politiche specifiche, ecc.) alla domanda estera. Ieri mattina si è parlato di strategie di destagionalizzazione (idee e proposte per cercare di allungare la stagione estiva). Per questo sono stati invitati esperti e l'assessore al turismo di Rimini, città italiana turistica per eccellenza. Come tutti sanno, il picco dei flussi turistici nazionali si ha nei mesi di luglio ed agosto, i mesi "caldi" dell'anno. Le strategie di destagionalizzazione cercano di rendere appetibile anche il rimanente periodo, spesso trascurato, come dice anche Alessandro Tortelli, presidente del Centro studi turistico. «In 10 anni in Toscana non c'è mai stata destagionalizzazione; un dato negativo visto che gli studi al riguardo prevedono che se avessimo un aumento del flusso turistico del 10% in bassa stagione si verrebbero a creare circa 1400 posti di lavoro e un aumento del Pil di 2 punti percentuali». Continua Paolo Pacini, assessore provinciale al turismo: «Di questi tempi stiamo assistendo a una concentrazione della stagione, con una conseguente ricaduta negativa in tutti i settori del turismo. Siamo la seconda provincia nella regione per numero di presenze straniere e la decima in Italia, dobbiamo sfruttare questa fortuna». «Il balneare non basta, dobbiamo offrire qualcosa di più - dice l'assessore provinciale di Rimini, Fabio Galli -. Dobbiamo valutare altre opzioni: mi riferisco all'ambito sportivo e alla fetta di mercato congressuale che attirano migliaia di persone. A Rimini abbiamo creduto molto in questo e oggi ne raccogliamo i frutti». «Abbiamo una politica del turismo inesistente - aggiunge Alessandro Augier, direttore del Grand Hotel Principe di Piemonte -. La riqualificazione delle strutture ricettive è di fondamentale importanza per la destagionalizzazione, ebbene circa la meta degli hotel in Italia non ha la connessione wi-fi, inammissibile. Non pensiamo a cosa vogliono i clienti, è questo il problema». Dice Claudio Montanari, albergatore di Riccione: «Sono un fervido sostenitore delle vacanze a tema: bike hotel, food hotel. Dobbiamo attirare l'attenzione anche con queste nuove proposte che richiamano turisti fuori dalla stagione estiva». Concorde Dante Simoncini, albergatore di Montecatini: «Lo sport è un metodo vincente per la destagionalizzazione, nell'ultimo decennio il turismo legato a questo settore è aumentato del 150%. I 27 milioni di italiani che fanno attività fisica non sono certo un numero da trascurare».
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