Attenzione
A casa 50 lavoratori entro il 2012. Le rsu chiedono investimenti e vanno avanti con la vertenza
Esuberi, allarme per Solvay
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Veduta dello stabilimento Solvay Il sindacato: «Persi 70 posti in un anno e mezzo»
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ROSIGNANO. Sia chiaro: i 50 esuberi individuati per Rosignano (800 a livello di gruppo) da dilazionare da qui al 2012 vanno inquadrati in una riorganizzazione che inciderà soprattutto su figure amministrative. Solvay, almeno, ha garantito alle rappresentanze sindacali che non si taglierà sulle fabbricazioni, veri motori dell'azienda chimica. Ma è una premessa che non può consolare i dipendenti e soprattutto i sindacati. «Le fabbricazioni sono già al minimo», spiega Alessandro Lami (Cgil), delle rsu. Il fatto è che nello stabilimento di Rosignano «si sono persi circa 70 posti di lavoro in un anno e mezzo». «Non vorremmo - aggiunge Lami - che si faccia la fine della candela che, piano piano, si spenge da sola». Giovedì mattina la direzione Solvay di Rosignano ha incontrato le organizzazioni sindacali di fabbrica. Giusto per spiegare il senso del nuovo piano Horizon che punta a riassettare il gruppo dopo la vendita delle attività farmaceutiche e prima di reinvestire i proventi di questa operazione. E che porterà - si dice da Bruxelles - 65 milioni di conteminento di costi ed un modello più «federalista» delle unità di chimica essenziale e polimeri. Marco Baldini, coordinatore delle rsu Solvay, ammette che in questa fase questa riorganizzazione non dipana dubbi e perplesità da tempo manifestati dai sindacati verso un'azienda che non investe e risparmia su manutenzioni e personale. «Ma in questa fase vogliamo capire - dice Baldini - anche perché abbiamo una vertenza in atto e dal 4 al 19 ottobre avremo le assembblee in fabbrica dove vogliamo portare ai lavoratori un quadro chiaro della situazione». Solvay ha confermato i numeri già anticipati ieri: 50 unità in meno per Rosignano che se ne andranno ma senza ricorrere a licenziamenti o cassa integrazione. «Martedì e mercoledì saremo a Bruxelles per il comitato aziendale europeo. Ne sapremo qualcosa di più», dicono dalle rsu. Ma è certo che, se anche la riorganizzazione investirà soprattuto gli uffici, le preoccupazione sul futuro della fabbrica permane. La crisi della sodiera, le incertezze sul Progetto Rosignano (rialimentate dopo l'ultima assemblea di Confindustria quando sono emersi i dati sul fabbisogno di metano), l'ultima riorganizzazione interna della squadra antincendio (ex Spes) hanno messo in allarme il sindacato. Senza contare l'emorragia di personale (anche quello delle ditte appaltatrici) che vuole oggi lo stabilimento di Rosignano attestato su 670 dipendenti. Tutti elementi su cui le rsu chiedono certezze a Solvay con un preciso piano industriale.
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