Proteste
«I bimbi... Ditemi che non è vero»
Rino Bucci
La madre, sotto choc, si sente male. Il dolore all'obitorio
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«No, i bimbi no. Ditemi dei bimbi, ditemi che non è vero». È straziante l'urlo di Sara Tuci, mentre abbracciata al marito Piero, si avvicina alla Panda celeste. Nell'auto, in un solo colpo, ha perso due figli e genitori. Sono da poco passate le 17 e la macchina è ancora accartocciata sull'asfalto, il cofano appoggiato sul platano, dalla parte opposta rispetto al senso di marcia. Pegaso, l'elicottero del 118 si è rialzato in volo da pochi minuti. Ma, sulla barella non c'è nessuno: sono stati inutili i disperati tentativi del personale medico di rianimare almeno uno dei quattro passeggeri. La vecchia Aurelia, tra Donoratico e San Vincenzo, all'altezza di villa Serristori, è chiusa al traffico. Mentre Sara arriva sul luogo dell'incidente i vigili del fuoco, le ambulanze, la polizia stradale sono ancora sul posto.
Hanno appena concluso il loro lavoro, ce l'hanno messa tutta. Ma, l'incidente è finito in tragedia. Hanno quasi tutti le lacrime agli occhi e la testa bassa. Forse qualcuno pensa ai figli a casa. Perdere un bambino; un dramma inimmaginabile per un genitore. I nonni dovevano portare il nipote più grande al campo sportivo di San Vincenzo, ma la Panda non è mai arrivata. Sono morti in quattro: Matteo Tuci, 9 anni, il fratello Leonardo, 4 anni, Piero Leonelli, il nonno, 66 anni e la moglie Grazia Falorni, 56 anni. Sulla vecchia strada, passano i minuti, i vigili del fuoco di Piombino e Cecina tornano in sede, così come le ambulanze della Croce rossa, della Pubblica assistenza di Cecina e delle Misericordie di Castagneto e San Vincenzo. Sul luogo dell'incidente rimangono solo il carrattrezzi che porta via la Panda e la stradale di Venturina che si occupa dei rilievi. Intanto, le salme vengono portate alla camera mortuaria del cimitero di Cecina. Sara e Piero Tuci, scortati dalla polizia di Cecina, seguono i corpi dei loro cari in un viaggio allucinante. Nella morgue, i giovani genitori hanno avuto l'ingrato compito del riconoscimento dei familiari. Mentre, il medico legale, Alessandro Vallebona ha completato la ricognizione esterna dei quattro cadaveri. Lenta e silenziosa, al cimitero di Cecina, con il tramonto è iniziata la processione degli amici, dei parenti e dei compaesani. Castagneto è piccola e la voce si è subito sparsa; a decine le persone arrivano, per stare accanto a ciò che rimane di una famiglia. Solidarietà nel momento più difficile della vita.
Ognuno ha una parola, una carezza o un gesto d'affetto per questa giovane coppia messa a dura prova dalla vita. Sono le otto, Sara e Piero siedono ancora sulle panche dell'anticamera dell'obitorio che sta per chiudere, sono devastati dal dolore. Lei, sotto choc, ha avuto anche un malore, ma non ha voluto lasciare i suoi cari. Le persone continuano ad arrivare alla spicciolata, in silenzio, composte. Si vede il vicesindaco Roberto Callaioli, il comandante della polizia cecinese Salvatore Ripa e i rappresentanti della Misericordia di Castagneto. Tante facce di paese. Tutti si fanno domande che non trovano risposte sulla dinamica dell'incidente, tutti dicono «non doveva andare così». «Piero Leonelli - ricorda in lacrime Nicola Leonardi della Misericordia - è stato per anni uno dei nostri volontari, guidava le ambulanze. Un caro amico di famiglia, una persona splendida. È una tragedia impensabile». Oggi, il magistrato Fiorenza Marrara deciderà se concedere il nullaosta per i funerali o disporre l'autopsia. È probabile che si passi all'accertamento, almeno sulla salma di Piero Leonelli, il conducente di 66 anni. Si vuole capire, se sia stato un malore a causare l'incidente, o un errore di guida, dal momento che sull'asfalto non ci sono segni evidenti di frenata. Concesso il nullaosta, i corpi verranno restituiti alla famiglia Tuci, per l'ultimo, prematuro, viaggio di Leonardo, Matteo e dei nonni Piero e Grazia.
Hanno appena concluso il loro lavoro, ce l'hanno messa tutta. Ma, l'incidente è finito in tragedia. Hanno quasi tutti le lacrime agli occhi e la testa bassa. Forse qualcuno pensa ai figli a casa. Perdere un bambino; un dramma inimmaginabile per un genitore. I nonni dovevano portare il nipote più grande al campo sportivo di San Vincenzo, ma la Panda non è mai arrivata. Sono morti in quattro: Matteo Tuci, 9 anni, il fratello Leonardo, 4 anni, Piero Leonelli, il nonno, 66 anni e la moglie Grazia Falorni, 56 anni. Sulla vecchia strada, passano i minuti, i vigili del fuoco di Piombino e Cecina tornano in sede, così come le ambulanze della Croce rossa, della Pubblica assistenza di Cecina e delle Misericordie di Castagneto e San Vincenzo. Sul luogo dell'incidente rimangono solo il carrattrezzi che porta via la Panda e la stradale di Venturina che si occupa dei rilievi. Intanto, le salme vengono portate alla camera mortuaria del cimitero di Cecina. Sara e Piero Tuci, scortati dalla polizia di Cecina, seguono i corpi dei loro cari in un viaggio allucinante. Nella morgue, i giovani genitori hanno avuto l'ingrato compito del riconoscimento dei familiari. Mentre, il medico legale, Alessandro Vallebona ha completato la ricognizione esterna dei quattro cadaveri. Lenta e silenziosa, al cimitero di Cecina, con il tramonto è iniziata la processione degli amici, dei parenti e dei compaesani. Castagneto è piccola e la voce si è subito sparsa; a decine le persone arrivano, per stare accanto a ciò che rimane di una famiglia. Solidarietà nel momento più difficile della vita.
Ognuno ha una parola, una carezza o un gesto d'affetto per questa giovane coppia messa a dura prova dalla vita. Sono le otto, Sara e Piero siedono ancora sulle panche dell'anticamera dell'obitorio che sta per chiudere, sono devastati dal dolore. Lei, sotto choc, ha avuto anche un malore, ma non ha voluto lasciare i suoi cari. Le persone continuano ad arrivare alla spicciolata, in silenzio, composte. Si vede il vicesindaco Roberto Callaioli, il comandante della polizia cecinese Salvatore Ripa e i rappresentanti della Misericordia di Castagneto. Tante facce di paese. Tutti si fanno domande che non trovano risposte sulla dinamica dell'incidente, tutti dicono «non doveva andare così». «Piero Leonelli - ricorda in lacrime Nicola Leonardi della Misericordia - è stato per anni uno dei nostri volontari, guidava le ambulanze. Un caro amico di famiglia, una persona splendida. È una tragedia impensabile». Oggi, il magistrato Fiorenza Marrara deciderà se concedere il nullaosta per i funerali o disporre l'autopsia. È probabile che si passi all'accertamento, almeno sulla salma di Piero Leonelli, il conducente di 66 anni. Si vuole capire, se sia stato un malore a causare l'incidente, o un errore di guida, dal momento che sull'asfalto non ci sono segni evidenti di frenata. Concesso il nullaosta, i corpi verranno restituiti alla famiglia Tuci, per l'ultimo, prematuro, viaggio di Leonardo, Matteo e dei nonni Piero e Grazia.
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