Attenzione
Servizio civile, pioggia di domande
Alberto Mangiantini
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Mauro Bini L'Arci protesta: ma i taglia e la politica del governo ci faranno sparire
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CECINA. Con l'avvicinarsi del 4 ottobre, data che segnerà la chiusura del bando per la partecipazione al servizio civile volontario, l'Arci servizio civile ha colto l'occasione per tirare le somme sulla situazione di questa importante attività. «Dal 2004, data dell'abolizione del servizio civile obbligatorio ad oggi», ha spiegato il direttore dell'associazione Cristiano Bianchi, «i bandi annuali del governo sono passati da assegnare 50.000 posti agli attuali 19.000 nell'intero territorio italiano. Nonostante questo brusco calo di posti e conseguentemente anche di fondi, le domande sono in costante aumento, rendendo impossibile rispondere a tutti. Quest'anno, il bando ha permesso alla nostra associazione, l'unica sul territorio a cui è stato permesso attivare questo servizio, di attivare 10 volontari, ma a tutt'oggi abbiamo già ricevuto 25 domande, che crediamo saranno destinate a crescere ulteriormente nei prossimi giorni». Bianchi ha poi ribadito come, a fronte di questi dati, il futuro del servizio civile volontario si profili sempre più nero, tanto che molto probabilmente il bando del prossimo anno nemmeno sarà attivato. «Anni fa, la Regione Toscana provò ad emanare una legge che prevedeva il rafforzamento del servizio civile volontario, attraverso l'aumento dell'età massima ai 33 anni e l'apertura agli stranieri, ma purtroppo il governo ha intentato una causa che ha bloccato la legge sul nascere». Anche il presidente dell'Arci Servizio civile Mauro Bini ha accusato il governo di pubblicizzare esclusivamente il servizio di leva militare, a scapito di tutte quelle associazioni che invece si battono per aiutare le classi più bisognose: «Le nostre associazioni - ha spiegato Bini - sono sempre state contrarie all'abolizione dell'obbligatorietà del servizio civile, visto ormai da molti solo come un'opportunità di lavoro part-time. Per di più, a fronte dei continui tagli che subiamo, assistiamo invece ad un incremento delle spese militari, quali per esempio il rafforzamento della missione in Afghanistan oppure la creazione della cosiddetta mini naia». Secondo Bini, quest'ultima invenzione del governo rischia di essere il colpo di grazia per l'associazionismo volontario, tanto che tutte le associazioni pacifiste e che si occupano di volontariato si sono dichiarate del tutto contrarie. «Molte organizzazioni che si occupano delle classi più deboli - ha concluso Bini - sono obbligate per mancanza di fondi a far sparire servizi importanti per la comunità».
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