Il Tirreno

Variazione di bilancio, coro di no

Alessandra Bernardeschi
Variazione di bilancio, coro di no

Escono dall'aula Pdl, Rds e Cambio. Contro anche Sinistra e gruppo misto

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 ROSIGNANO. La variazione di bilancio che per la prima volta ha visto l'amministrazione comunale di Rosignano rivedere i conti e tagliare, per un totale di oltre nove milioni di euro, è stata votata dai consiglieri della sola maggioranza: Pd e Idv. Chi si attendeva un vivace dibattito politico e tecnico, prima di arrivare alla votazione finale, ieri è rimasto deluso: i consiglieri del Pdl, Rds e Cambio infatti hanno abbandonato l'aula.  Giorgio Franconi di "A sinistra per Rosignano" e Nerina Monti del gruppo misto, pur non abbandonando gli scranni, hanno espresso un voto negativo alla variazione, smentendo così le voci che davano Rifondazione comunista salvagente del partito di maggioranza.  Colpo di scena. Il colpo di scena che ha portato Rd, Il Cambio e Pdl ad abbandonare l'aula è arrivato dopo gli interventi degli assessori Gennaro Tudisco, bilancio, e Lavori pubblici Lilia Benini. A dibattito praticamente non ancora aperto ha chiesto la parola Francesco Fornai, capogruppo Pd, che ha presentato, all'ultimo tuffo, un emendamento alla variazione di bilancio per chiedere, e ottenere, che gli interventi di manutenzione vengano finanziati non più con gli oneri di urbanizzazione bensì con l'avanzo di amministrazione per un milione e 60mila euro. Nel contempo il capitolo "servizi e giardini", per un milione e 262mila euro dovrà essere finanziato con gli oneri di urbanizzazione. Una variazione per garantire gli interventi di manutenzione sul territorio "con risorse immediatamente utilizzabili". Un emendamento che, assieme alla richiesta del parere del revisore dei conti da parte dei consiglieri di Rds, porterà appunto i consiglieri di buona parte delle minoranze ad abbandonare l'aula.  Sull'Aventino. «Abbandoniamo l'aula per protesta - spiega Maria Grazia Angeli del Pdl -. Non ci sono le condizioni politiche per poter continuare: è da aprile, con l'approvazione del bilancio, che sopportiamo. Ora, all'inizio della discussione, arriva un emendamento. Abbiamo forti dubbi anche sul parere del revisore dei conti perché sul verbale non c'è la firma autografa».  Luca Luparini, Pdl, si dice sconcertato «da questo comportamento. Ci siamo riuniti quattro volte e avevamo chiesto, per controllare ed approfondire i documenti ricevuti a rate, di spostare l'approvazione della variazione di una settimana. Si presentano con un emendamento a cinque minuti dall'inizio del dibattito. Una scorrettezza politica che mai avevo visto in 15 anni di consigliere».  Francescoalberto De Bari (Il Cambio) si associa: «Non hanno avuto neanche il buon gusto di farci avere il documento questa mattina, non l'avevamo né visto né letto. Allora che facciano tutto da soli e si assumano le responsabilità in tutte le sedi». Angela Porciani di Rds parla di esclusioni: «Non abbiamo mai avuto possibilità di manovra; oggi siamo preoccupati delle responsabilità personali dei consiglieri; responsabilità che possano scaturire dall'approvare questa variazione». Infine: «Perché gli emendamenti delle minoranze non vengono mai accettati?»  Dibattito. Il dibattito è stato scarno. Il via alla spiegazione lo ha dato l'assessore Tudisco che ha negato il buco: «Il buco c'è quando le spese superano le entrate. Noi siamo qui ad approvare questa verifica di equilibrio proprio affinché questo buco non ci sia». Le motivazioni addotte ai 9 milioni di euro in meno sono le stesse: la crisi economica, la flessione dei rifiuti, il mancato conferimento di Rsu da Lucca e Firenze. L'assessore parla, accompagnato da diapositive e grafici, della difficoltà che sta attraversando Rea nelle riscossioni. «Che però nulla c'entrano con la variazione di bilancio». Non le manda a dire Franconi che critica la variazione nel merito e nel metodo: «Spazi ristretti per le minoranze, scarsa partecipazione che portano oggi ad avere dubbi su serietà e competenza degli amministratori. La manovra sarà pesante anche per i cittadini». Critiche anche per le scelte politiche: «Se cambierete gli orientamenti, noi ci saremo». Critiche anche da parte di Monti, «che spera in una riconversione del pensiero nella sinistra italiana».  L'Idv, pur votando a favore chiede che il bilancio sia staccato almeno di un 60% dagli introiti di Scapigliato: «Dovremo iniziare a camminare con le nostre gambe», dice Lancioni. Fornai - «Non abbiamo fatto nessun blitz presentando l'emendamento» - ricorda la crisi: «Tre milioni e 350mila le ore di cassa integrazione autorizzate nella provincia di Livorno e 45 le ditte fallite dal primo gennaio». Poi chiama alla responsabilità «verso i cittadini che ci hanno votato».  I revisori dei conti. Anche il Collegio dei revisori dei Conti, pur prendendo atto della sussistenza dell'equilibrio di bilancio, ha invitato l'Amministrazione comunale a prestare una oculata e mirata attenzione al momento particolare di congiuntura che influenza negativamente il bilancio dell'ente e raccomanda di usare la massima prudenza in fase di programmazione e di svolgere un costante monitoraggio di tutte le principali voci di entrata e di spesa.  

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