Il dolore
Ecco il Tempio dei massoni
Siamo, per la prima volta, in un tempio massonico, quello dove si riuniscono i membri delle quattro logge cecinesi della Gran Loggia d'Italia-Palazzo Vitelleschi.
6 MINUTI DI LETTURA
CECINA. «In principio erat verbum, et verbum erat apud Deum, et Deus erat verbum». Sul piccolo altare a base triangolare retto da una colonna in marmo bianco è aperto, al prologo, il vangelo di Giovanni. Poco dietro si stacca la menorah, il candelabro a sette bracci che richiama quello d'oro del tempio di Salomone, simbolo della tradizione ebraica. Siamo, per la prima volta, in un tempio massonico, quello dove si riuniscono i membri delle quattro logge cecinesi della Gran Loggia d'Italia-Palazzo Vitelleschi.
E qui, al primo piano del Palazzo Galleria in centro, che inizia il nostro viaggio nel cuore della massoneria cecinese.
SIMBOLI ED ESOTERISMO. Al centro del Tempio, rigorosamente disposto verso est (l'Oriente) c'è lo scranno dove il Gran Maestro apre quella che la fratellanza chiama la tornata (la seduta). Alle spalle una tenda rosso-porpora in cui campeggia la scritta A.G.D.G.A.D.U. che sta per «alla gloria del Grande Architetto dell'Universo». Ai due lati il sole e la luna, emblemi di bipolarismo e complementarietà, ma anche il triangolo con all'interno il Nome Santo, il tetragrammaton con cui gli ebrei indicano il nome di Dio. Il tema del bipolarismo ritorna anche sul pavimento a scacchiera, un mosaico bianco e nero segno dell'«apparente dualità che si superà con l'unicità luminosa del Principio». La corda dei nodi dell'Amore suddivide la stanza in dodici intervalli regolari. I nodi sono fatti come il simbolo dell'infinito.
La corda rappresenta una delle più antiche vestigia della geometria sacra ed è una caratteristica essenziale del luogo. Sul soffitto, sulle orme della tradizione egizia c'è la voltà celeste. «Perché il tempio non è completato», così come il percorso della vita verso la Verità, spiega Luciano Villani, gran ispettore provinciale delle quattro logge cecinesi.
I 90 FRATELLI. Medico all'ospedale di Cecina, direttore del laboratorio d'analisi, Villani è massone da 35 anni. E' lui che ci accompagna in questo viaggio aprendo - per la prima volta al cronista - le porte del tempio dei massoni cecinese riuniti sotto la Gran Loggia d'Italia che, dopo il Goi (Grande Oriente d'Italia) e l'associazione massonica piu numerosa nello stivale con circa 9mila membri. E quella di Cecina, nel panorama nazionale, è una realtà consistente: 90 i fratelli, suddivisi in 4 logge (pensate che Milano ne ha 7), provenienti da Cecina, Castagneto Carducci, Rosignano ed i comuni dell'Alta val di Cecina, fino a Volterra. La prima a nascere, in città, è stata nel'57 la loggia Francesco Domenico Guerrazzi. Col tempo la «fratellanza» si è allargata e sono arrivate anche la Oberdan, la Temenos (dal greco appezzamento di terreno destinato al culto di un dio) e, ultima (nel 2004) la Athanor (crogiuolo divino).
Negli anni la sede della Gran Loggia cecinese è cambiata più volte: in origine era in via Verdi, poi è stata in vicolo San Giuseppe, in via Rosselli ed oggi è al primo piano di uno degli edifici di Palazzo Galleria. Sulla porta d'ingresso del'associazione c'è una targa con scritto «Centro di studi sociologici» e, in basso, la sigla della Gran Loggia. Un breve corridoio si apre su una stanza più grande che è quella detta anche «camera dei passi perduti» perché - ci spiegano - «qui si fa l'anticamera in vista della riunione vera o propria». Un'altra, più piccola, accoglie libri, pubblicazioni non solo massoniche, testi storici, filosofici, esoterici e scientifici. Quindi un bagno ed una piccola cucina completano la sede. Insieme al tempio, naturalmente, al quale si accede da una porticina proprio a fianco dell'ingresso.
«QUI NIENTE POLITICA». Il tempio è quello appena descritto: una stanza di circa 40 metri quadrati che è il luogo di rito dove elementi della cultura e tradizione egizia, della numerologia e della cabala, si mescolano a motivi esoterici e a richiami religiosi del cattolicesimo e dell'ebraismo. «Ci riuniamo due volte al mese - racconta Villani - anche se i lavori delle logge si aprono con l'equinozio d'autunno». Gli altri momenti chiave delle tornate massoniche sono per il solstizio d'inverno, l'equinozio di primavera e il solstizio d'estate. Chi sono i massoni cecinesi? «Sono cittadini di diversa estrazione sociale e culturale», dice Villani. A differenza del Grande Oriente, la Gran Loggi d'Italia ha aperto le porte anche alle donne.
Ed oggi oltre il 15‰ dei massoni cecinesi è di sesso femminile. E la stessa percentuale, pressapoco, è relativa ai fratelli sotto i 35 anni. «Massone si diventa per cooptazione», perché la massoneria «è un ordine iniziatico che ha per scopo il perfezionamento dell'individuo». In questo percorso il vincolo della fratellanza è il denominatore comune della loggia. Anche se oggi purtroppo - si lamentano - è radicato il luogo comune che vuole i massoni come tramestatori impegnati in affari e trattative coperti dalla «sacralità» dei cappucci e i vincoli di segretezza interni. «Stereotipi con i quali siamo abituati a convivere - ricorda Villani -. E spesso è difficile, per chi non ci conosce, far capire loro chi siamo e cosa realmente facciamo». Il cappuccio, però, esiste veramente. Così come le spade emblema dell'ordine dei cavalieri Ma si tratta di puri elementi del cerimoniale, spiegano. «Il cappuccio viene indossato durante il rito d'iniziazione. Chi entra non deve conoscere gli altri fratelli; una volta "iniziato", gli altri possono toglierselo». Comunque si tratta di un rito che dura pochi minuti. Nel corso della sua affiliazione, poi, il massone percorre i tre gradi che lo portano a trasformarsi da apprendista, a compagno fino a maestro. «Un percorso di conoscenza e maturazione in cui sono importanti studio ed abnegazione».
Trentatré sono poi i gradi effettivi, aderendo la Gran Loggia d'Italia al rito scozzese antico e abbreviato. Tanto che oggi, dopo molti anni, le logge cecinesi hanno per la prima volta un fratello di 33esimo grado che è lo stesso ispettore Luciano Villani. Nel tempio cecinese, tuttavia, si celebrano riti fino al 18esimo grado. CAPPUCCI E SEGRETI. Ma è possibile che i massoni cecinesi si ritrovino qui solo per condividere un «percorso di conoscenza»? «Da noi non si parla di politica e di religione», spiega ancora Villani. «Certo, siamo attenti a quello che succede nella società», gli fa eco un fratello, «ma questo non è un luogo dove si fanno inciuci». Niente affari? «C'è un forte spirito solidaristico che ci porta ad aiutare chi è in difficoltà, a volte con interventi diretti di sostegno economico - spiega ancora Villani -, a volte con vere e proprie attività filantropiche. Abbiamo fatto donazioni senza che il ricevente abbia mai saputo da chi veniva l'offerta».Ma il vincolo della segretezza come mette al riparo la loggia dal rischio di infiltrazioni pericolose? «Guardi - replica Villani - ad ogni nostro iniziato noi chiediamo il cerificato del casellario penale e dei carichi pendenti. Non ci risulta ci siano altre asociazioni a farlo».
E conclude: «Certo, la segretezza può far coltivare certi luoghi comuni e certa malainformazione. Ecco perché, da alcuni anni, abbiamo deciso di aprirci al territorio organizzando incontri e convegni come quello di sabato per far conoscere i valori fondanti della Libera Muratoria». Partendo da Cecina, con Piombino avamposto massone della Gran Loggia d'Italia nella provincia di Livorno e piùin generale in Toscana.
E qui, al primo piano del Palazzo Galleria in centro, che inizia il nostro viaggio nel cuore della massoneria cecinese.
SIMBOLI ED ESOTERISMO. Al centro del Tempio, rigorosamente disposto verso est (l'Oriente) c'è lo scranno dove il Gran Maestro apre quella che la fratellanza chiama la tornata (la seduta). Alle spalle una tenda rosso-porpora in cui campeggia la scritta A.G.D.G.A.D.U. che sta per «alla gloria del Grande Architetto dell'Universo». Ai due lati il sole e la luna, emblemi di bipolarismo e complementarietà, ma anche il triangolo con all'interno il Nome Santo, il tetragrammaton con cui gli ebrei indicano il nome di Dio. Il tema del bipolarismo ritorna anche sul pavimento a scacchiera, un mosaico bianco e nero segno dell'«apparente dualità che si superà con l'unicità luminosa del Principio». La corda dei nodi dell'Amore suddivide la stanza in dodici intervalli regolari. I nodi sono fatti come il simbolo dell'infinito.
La corda rappresenta una delle più antiche vestigia della geometria sacra ed è una caratteristica essenziale del luogo. Sul soffitto, sulle orme della tradizione egizia c'è la voltà celeste. «Perché il tempio non è completato», così come il percorso della vita verso la Verità, spiega Luciano Villani, gran ispettore provinciale delle quattro logge cecinesi.
I 90 FRATELLI. Medico all'ospedale di Cecina, direttore del laboratorio d'analisi, Villani è massone da 35 anni. E' lui che ci accompagna in questo viaggio aprendo - per la prima volta al cronista - le porte del tempio dei massoni cecinese riuniti sotto la Gran Loggia d'Italia che, dopo il Goi (Grande Oriente d'Italia) e l'associazione massonica piu numerosa nello stivale con circa 9mila membri. E quella di Cecina, nel panorama nazionale, è una realtà consistente: 90 i fratelli, suddivisi in 4 logge (pensate che Milano ne ha 7), provenienti da Cecina, Castagneto Carducci, Rosignano ed i comuni dell'Alta val di Cecina, fino a Volterra. La prima a nascere, in città, è stata nel'57 la loggia Francesco Domenico Guerrazzi. Col tempo la «fratellanza» si è allargata e sono arrivate anche la Oberdan, la Temenos (dal greco appezzamento di terreno destinato al culto di un dio) e, ultima (nel 2004) la Athanor (crogiuolo divino).
Negli anni la sede della Gran Loggia cecinese è cambiata più volte: in origine era in via Verdi, poi è stata in vicolo San Giuseppe, in via Rosselli ed oggi è al primo piano di uno degli edifici di Palazzo Galleria. Sulla porta d'ingresso del'associazione c'è una targa con scritto «Centro di studi sociologici» e, in basso, la sigla della Gran Loggia. Un breve corridoio si apre su una stanza più grande che è quella detta anche «camera dei passi perduti» perché - ci spiegano - «qui si fa l'anticamera in vista della riunione vera o propria». Un'altra, più piccola, accoglie libri, pubblicazioni non solo massoniche, testi storici, filosofici, esoterici e scientifici. Quindi un bagno ed una piccola cucina completano la sede. Insieme al tempio, naturalmente, al quale si accede da una porticina proprio a fianco dell'ingresso.
«QUI NIENTE POLITICA». Il tempio è quello appena descritto: una stanza di circa 40 metri quadrati che è il luogo di rito dove elementi della cultura e tradizione egizia, della numerologia e della cabala, si mescolano a motivi esoterici e a richiami religiosi del cattolicesimo e dell'ebraismo. «Ci riuniamo due volte al mese - racconta Villani - anche se i lavori delle logge si aprono con l'equinozio d'autunno». Gli altri momenti chiave delle tornate massoniche sono per il solstizio d'inverno, l'equinozio di primavera e il solstizio d'estate. Chi sono i massoni cecinesi? «Sono cittadini di diversa estrazione sociale e culturale», dice Villani. A differenza del Grande Oriente, la Gran Loggi d'Italia ha aperto le porte anche alle donne.
Ed oggi oltre il 15‰ dei massoni cecinesi è di sesso femminile. E la stessa percentuale, pressapoco, è relativa ai fratelli sotto i 35 anni. «Massone si diventa per cooptazione», perché la massoneria «è un ordine iniziatico che ha per scopo il perfezionamento dell'individuo». In questo percorso il vincolo della fratellanza è il denominatore comune della loggia. Anche se oggi purtroppo - si lamentano - è radicato il luogo comune che vuole i massoni come tramestatori impegnati in affari e trattative coperti dalla «sacralità» dei cappucci e i vincoli di segretezza interni. «Stereotipi con i quali siamo abituati a convivere - ricorda Villani -. E spesso è difficile, per chi non ci conosce, far capire loro chi siamo e cosa realmente facciamo». Il cappuccio, però, esiste veramente. Così come le spade emblema dell'ordine dei cavalieri Ma si tratta di puri elementi del cerimoniale, spiegano. «Il cappuccio viene indossato durante il rito d'iniziazione. Chi entra non deve conoscere gli altri fratelli; una volta "iniziato", gli altri possono toglierselo». Comunque si tratta di un rito che dura pochi minuti. Nel corso della sua affiliazione, poi, il massone percorre i tre gradi che lo portano a trasformarsi da apprendista, a compagno fino a maestro. «Un percorso di conoscenza e maturazione in cui sono importanti studio ed abnegazione».
Trentatré sono poi i gradi effettivi, aderendo la Gran Loggia d'Italia al rito scozzese antico e abbreviato. Tanto che oggi, dopo molti anni, le logge cecinesi hanno per la prima volta un fratello di 33esimo grado che è lo stesso ispettore Luciano Villani. Nel tempio cecinese, tuttavia, si celebrano riti fino al 18esimo grado. CAPPUCCI E SEGRETI. Ma è possibile che i massoni cecinesi si ritrovino qui solo per condividere un «percorso di conoscenza»? «Da noi non si parla di politica e di religione», spiega ancora Villani. «Certo, siamo attenti a quello che succede nella società», gli fa eco un fratello, «ma questo non è un luogo dove si fanno inciuci». Niente affari? «C'è un forte spirito solidaristico che ci porta ad aiutare chi è in difficoltà, a volte con interventi diretti di sostegno economico - spiega ancora Villani -, a volte con vere e proprie attività filantropiche. Abbiamo fatto donazioni senza che il ricevente abbia mai saputo da chi veniva l'offerta».Ma il vincolo della segretezza come mette al riparo la loggia dal rischio di infiltrazioni pericolose? «Guardi - replica Villani - ad ogni nostro iniziato noi chiediamo il cerificato del casellario penale e dei carichi pendenti. Non ci risulta ci siano altre asociazioni a farlo».
E conclude: «Certo, la segretezza può far coltivare certi luoghi comuni e certa malainformazione. Ecco perché, da alcuni anni, abbiamo deciso di aprirci al territorio organizzando incontri e convegni come quello di sabato per far conoscere i valori fondanti della Libera Muratoria». Partendo da Cecina, con Piombino avamposto massone della Gran Loggia d'Italia nella provincia di Livorno e piùin generale in Toscana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
