Il Tirreno

Un centro sportivo per i bambini del popolo Saharawi

Mario Moscadelli
Un centro sportivo per i bambini del popolo Saharawi

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Era il 1963 quando l'allora sindaco Demiro Marchi firmò il patto di gemellaggio con la città francese di Champigny Sur Marne. Rosignano era il secondo Comune della Toscana a sottoscrivere un accordo all'insegna della diplomazia tra i popoli. Il primo fu Firenze. Dunque, una storia lunga quasi 50 anni, che Rosignano ha saputo coltivare come uno dei suoi fiori all'occhiello grazie anche alla costituzione del Comitato di Gemellaggio. Comitato che si muove su due fronti: un gemellaggio di tipo politico-solidaristico con il popolo Saharawi e un gemellaggio all'insegna dello scambio culturale con Pardubice, con Musselburgh e appunto con la francese Champigny Sur Marne. I progetti nel Sahara. La "missione" in Saharawi è l'impegno oggi più importante del comitato presieduto dal 2005 da Alice Prinetti. Impegno che in questo momento si traduce in un progetto particolare: la costruzione di un centro sportivo nei campi profughi. «Grazie al finanziamento dello Sporting Club di Marittimo - spiega Prinetti - siamo riusciti a far partire la realizzazione di un centro sportivo. Tutto è iniziato dal progetto "Saharawi sport" promosso da noi in collaborazione con il Comune e la Consulta dello sport su idea del ministero dello sport saharawi durante la sua visita a Rosignano. Fu deciso, quindi, di avviare un percorso di formazione sull'attività motorio-sportiva per i docenti delle scuole dei campi di Tindouf». Percorso diviso in due fasi: nel 2007 con un corso nei campi rifugiati portato avanti dalla stessa Prinetti insieme ad un insegnante dell'Isis Mattei e nel 2008 con il soggiorno per due mesi a Rosignano di due insegnanti e un direttore sportivo saharawi. Bene, ora si possono raccogliere i frutti di questo percorso. «Abbiamo deciso di puntare sullo sport - spiega Prinetti - perché è senza dubbio un grosso veicolo di aggregazione. Il progetto, inoltre, prevede che il prossimo anno un gruppo di giovanissimi calciatori arrivi a Rosignano per sostenere un mese di stage in varie strutture del territorio». Per un progetto che decolla, uno di cui ci sarebbe davvero la necessità. «È quello che riguarda la sostituzione di 500 cisterne per l'acqua. Cisterne di 35 anni anni fa, che si sono bucate e ossidate. Ma purtroppo non abbiamo i fondi per cambiarle. Quanti soldi servono? 60mila euro». A dicembre, poi, torna il progetto-accoglienza: Una delegazione rosignanese andrà nel Saharawi per conoscere gli usi e i costumi di questo popolo e per toccare con mano il lavoro che sta portando avanti il Comitato di Gemellaggio. «Un viaggio bello quanto toccante - spiega Prinetti - dove portiamo anche gli aiuti umanitari che riusciamo a comprare con la raccolta dei fondi. Fondi che purtroppo risentono della crisi generale». Il gemellaggio... europeo. Sono ormai lontani i tempi del famoso campo internazionale giovani («non ci sono più i presupposti per farlo»), ma le iniziative con le città eoropee gemellate non mancano. «Dal 1 al 4 ottobre prossimi - annuncia Prinetti - ritorna l'appuntamento con il trekking: 5 persone per ogni città gemellata saranno nostre ospiti e quest'anno prenderanno parte ad una due giorni di escursioni sulla via Francigena che vedrà ben 340 partecipanti. Una proposta di scambio all'insegna anche della promozione del territorio». RACCOLTA FONDI La vendita del ciclamino ROSIGNANO. Inutile girarci intorno: l'efficacia di un'associazione di volontariato ruota intorno ai fondi che ha a disposizione. Certo, anche il numero la partecipazione di volontari è importante, ma senza risorse è difficile portare avanti i progetti. Il Comitato di Gemellaggio da anni ha lanciato una due giorni di raccolta fondi previsto per il mese di novembre: nelle piazze di tutte le frazioni e davanti ai centri commerciali scatta la vendita di piante di ciclamino. Si tratta di una raccolta mirata per le iniziative da portare avanti a sostegno del popolo saharawi. Chi fosse comunque interessato ad entrare in contatto con il Comitato può contattare la sede (a Solvay, sulla vecchia Aurelia) al numero 0586 / 764189.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web