Finanza
«Noi, ristoratori dimenticati»
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Da sinistra Alessandro Tuci, Pasquino Malenotti e Leonardo ValoriLa rabbia degli esclusi dalla premiazione delle attività storiche
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CASTAGNETO. La premiazione delle attività commerciali storiche c'è stata, peccato che alcune non sono nemmeno state citate. Grande delusione per ristoranti come Ugo, Zì Martino, Belvedere solo per citarne alcuni, che non sono nemmeno stati convocati dopo che hanno «tessuto - come dicono i titolari delle attività del borgo tra cui Pasquino Malenotti del ristorante Ugo e dell'enoteca Il Borgo - le fila della ristorazione del comune». «Una dimenticanza irrispettosa - aggiungono - le nostre attività non sono nemmeno state catalogate e sono in vita da oltre cinquant'anni: se si decide di fare queste premiazioni vanno fatte per bene». L'osteria da Ugo conta 38 anni di attività, è presente dal 1972 sempre con una gestione familiare. «E' stata una delle prime licenze in paese - dice Malenotti - all'inizio era da Lido e prima ancora c'era Leda che faceva una trippa passata alla storia. Nel '72 fu aperta da Ugo Morganti e Perla Fedi con le figlie Lucia, poi divenuta mia moglie, e Silvia. Io sono arrivato nel '73 e abbiamo sempre mantenuto la cucina della tradizione con piatti a base di cacciagione. Quando siamo arrivati c'eravamo noi, zì Martino, la Maria Pia che faceva rosticceria e pizzeria, oggi divenuta a Ribotta, e il ristorante Belvedere». La prima apparizione del Belvedere è come pizzeria nel '67, poi Meo Bianchi Bartolomei nel '69. Ora gestisce Eleonora Valeri, l'anima della storica terrazza-ristorante. E non dimentichiamoci Zì Martino di Carlo Guarguaglini, ciclista professionista fine anni Cinquanta, scomparso l'anno scorso. Restano la moglie Isa Lera e i figli Fausto e Giancarlo che dal '65 offrono cucina castagnetana con i piatti tipici e un menu immutato. E vanno fieri dei super richiesti tortelli ricotta e verdura e delle specialità alla griglia. E ancora il bar al centro del borgo carducciano, il Black and White che vanta la prima presenza negli anni Trenta con Giulio Geri, passato poi al nipote nel '54-'56 e giunto agli attuali proprietari Alessandro Tuci e la madre Gabriella. Ma la lista dei dimenticati è ancora lunga e forse qualcuno si dimentica ancora, ma si possono aggiungere i gelati del mastro Casalini, la Locanda Roma dal '56 di Vasco Ghezzani, il Bambolo, la Gramola ecc...
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