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Ecco i nuovi gioielli di San Gaetano Ma si scaverà ancora

Ecco i nuovi gioielli di San Gaetano Ma si scaverà ancora

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 VADA. Vada Volaterrana, quartiere del porto romano i cui i resti sono riemersi dai trentennali scavi di San Gaetano, potrebbe regalare nuove incredibili sorprese. Ecco perché, ormai da anni, l'attenzione di archeologi e ricercatori si concentra su nuove aree da setacciare all'interno ma anche all'esterno dell'attuale sito (240 metri per 120): non solo quella dalle vecchie terme verso il mare, che già ha consegnato utili indicazione all'equipe della professoressa Marinella Pasquinucci. Ma anche quella a sud dell'attuale insediamento, verso il vecchio ponte e l'abitato del Villaggio Fanfani.  Solo che, prima di portare ruspe e palette tra i cortili delle case, i ricercatori dell'università di Pisa aspettano gli esiti di ulteriori sondaggi geologici e dei responsi diagnostici.  Intanto, però, la campagna di scavi 2010 che si chiude in questi giorni, ci consegna nuove importanti scoperte che si aggiungono a quelle che - negli anni - hanno portato alla luce con i due complessi termali, l'horreum (magazzino), un pozzo del 1 sec. Dc ed il canale di raccolta di acque piovane, anche una serie di reperti. A partire dalle 2150 monete (solo 700 leggibili) dell'età repubblicana fino al tardo impero, fino alla statua marmorea di Attis (antica divinità), per non parlare di vasi, anfore, i resti di uno splendido mosaico ed altri oggetti di alto valore archeologico. Oggi Francesca, giovane ricercatrice impegnata sul campo di S. Gaetano, ci mostra una spatola in bronzo (senza manica d'osso) usata per mescolare le essenze o truccarsi, un vago (pietra) in vetro di collana, diverse tessere di mosaico,il resto di un cucchiaio in vetro, un incensiere del secondo secolo dc ed altri innumerevoli oggetti che, una volta esaminati e catalogati - come ci conferma la prof. Marinella Pasquinucci - verranno conservati nel museo archeologico di Marittimo, diretto dalla dottoressa Edina Regoli. Museo che già custodisce preziose testimonianze del sito di San Gaetano, dell'antico porto etrusco di Volterra, di un insediamento termale e un villaggio cresciuto a margine delle banchine dove si commercilizzavano ferro e sale oltre al prezioso vasellame e i prodotti della natura.  Sito commerciale di strategica importanza di un territorio, la bassa Val di Cecina che risente dell'influenza di nobili famiglie romane pisane e volterrane (i Rasini, i Caecinae), Vada Volaterrana custodisce ancora - sotto terra - segreti tutti da esplorare che saranno protagonisti delle prossime campagne di scavo. Ne sono sicuri i rcercatori del team della prof. Pasquinucci che in queste due settimane hanno lavorato approfittando dei mezzi messi a disposizione dall'aministrazione comunale, con la collaborazione delle società Solvay ed Ineos proprietarie di alcune aree (a poche decine di metri a nord del sito c'è lo stoccaggio dell'etilene). E il sindaco Alessandro Franchi, presente alla chiusura della campagna 2010, conferma l'impegno di palazzo civico affinché - nonostante le ristrettezze delle risorse a disposizione - si continui a fare ricerca per valorizzare un sito archeologico di indiscusso valore.

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