Sicurezza
Negozi aperti e chiusi dopo soli tre mesi «Affitti troppo alti»
Rino Bucci
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CECINA. La crisi del settore immobiliare ha colpito anche il mercato dei fondi commerciali. Lo sanno bene i commercianti storici di Cecina che non si stancano di ripetere come fino a qualche anno fa fosse una chimera trovare uno spazio libero su corso Matteotti (e vie limitrofe), mentre oggi capita sempre più spesso di trovare vetrine vuote e offerte di locazione. «La vita media delle attività è sempre più corta - dice Catia Giannoni, vicepresidente Confcommercio - Purtroppo in questi anni hanno chiuso molti commercianti storici per gli affitti diventati ingestibili». In un mese si arrivano a pagare anche tremila euro in centro: «Significa che un commerciante deve guadagnare almeno 100 euro al giorno - continua Giannoni - solo per ripagarsi l'affitto. E di questi tempi non è scontato. Attività aprono e chiudono nel giro di tre mesi. L'unico modo per sopravvivere è diversificare e fare fronte comune». A detta degli esperti del settore immobiliare, la crisi degli affitti è iniziata dieci anni fa. «I primi problemi sono arrivati con l'introduzione dell'euro - dicono all'agenzia Palazzaccio - I fondi rimangono sfitti perché in centro si spendono dai duemila ai tremila euro al mese. Quindi partire con un negozio da zero non è così semplice. A questo va aggiunto che le persone preferiscono fare shopping nei grandi centri commerciali perché hanno più offerta e parcheggi liberi». Vista la crisi, le poche attività che si possono permettere i prezzi dei fondi commerciali sono le grandi catene di franchising. «Sono quelle che dimostrano più interesse ai fondi liberi - commentano dall'agenzia Mattone - visto che hanno le spalle coperte. In questi anni il turnover è stato più veloce.I fondi restano sfitti, poi arrivano delle attività ma non tutte riescono a reggere il peso del mercato e chiudono. Fino a dieci anni fa i negozi avevano vita più lunga». Secondo gli esperti dell'agenzia Pioli influisce anche la prudenza delle banche in questo periodo nero: «Se fino a qualche anno fa gli istituti bancari garantivano con i mutui, oggi non è più così. Di conseguenza, i fondi restano liberi. Anche nelle vie limitrofe. Molti preferiscono aprire un'attività nella semi-periferia. Un'altra soluzione per i proprietari degli immobili è il frazionamento: i prezzi si abbassano e il titolare riduce il rischio di rimanere col fondo vuoto».
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