Il Tirreno

Due rapine più tre tentativi

Alessandro De Gregorio
Gli oggetti usati per le rapine, a destra Roberto Ridi
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Gli oggetti usati per le rapine, a destra Roberto Ridi

Ridi ha confessato: chiuse le indagini, rinviato a giudizio

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 CECINA. Ha confessato tutto: le due rapine portate a termine più altre tre rimaste un goffo tentativo. E presto verrà giudicato. Dal carcere, dove è recluso dal 10 giugno, Roberto Ridi attende il processo. C'è già una data, il 3 novembre.  Il sostituto procuratore Fiorenza Marrara ha concluso le indagini chiedendo e ottenendo dal gip Gianmarco Marinai il giudizio immediato, cioè senza il filtro dell'udienza preliminare, davanti al tribunale di Livorno. Ma per l'ex consigliere del Pdl di Castagneto la sentenza potrebbe arrivare anche prima. Il suo nuovo avvocato Enrico Marinai (che ha sostituito Luciano Lorusso) sta infatti preparando l'istanza di rito alternativo: giudizio abbreviato o patteggiamento. Il difensore ha tempo fino al 30 settembre per depositare la richiesta che, se accolta, potrebbe accorciare i tempi.  Certo è che Ridi ha reso piena confessione. In un primo momento aveva ammesso di aver rapinato gli uffici postali di Casale (il 16 aprile) e di Ponteginori (il 13 maggio). Il pm però gli contestava anche due tentate rapine all'ufficio postale di Quercianella (23 marzo e 6 maggio), un altro tentativo a quello di Gavorrano (Grosseto, l'8 giugno), e pure una rapina consumata a Monteverdi, alla filiale del Monte dei paschi di Siena. Ridi alla fine ha confessato tutto, tranne l'episodio di Monteverdi; che non compare nel capo di imputazione. Dove del resto c'è abbastanza: il conto finale è di cinque rapine, due consumate e tre tentate. Col volto parzialmente travisato da occhiali e cappellino ma soprattutto a mano armata, anche se la pistola era scarica. Impossibile su queste basi pensare di scendere sotto i due anni per beneficiare della sospensione condizionale. L'obiettivo più realistico è una pena più bassa possibile da scontare agli arresti domiciliari, in modo da restituire Ridi alla sua famiglia. Sarà questa la linea difensiva. Quanto al rito, è più probabile che venga chiesto un giudizio abbreviato.  «Ridi sa di aver commesso un grave errore - dice l'avvocato Marinai - e ne è pentito amaramente. Ha attraversato difficoltà economiche e psicologiche. Spero che i giudici tengano conto del suo passato irreprensibile. Lui ora sta abbastanza bene, è sereno, si è tolto un peso enorme».  

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