Il Tirreno

«Da Gillo impariamo la contemporaneità»

Mimmo Di Cesare a destra con Gillo Dorfles all’incontro al Pasquini
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Mimmo Di Cesare a destra con Gillo Dorfles all’incontro al Pasquini

Mimmo Di Cesare disegna il futuro di Castiglioncello: basta piangere

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 CASTIGLIONCELLO. Quello con Gillo Dorfles, "il poeta dell'estetica", a fine agosto al Castello Pasquini, è stato l'incontro più atteso. Perfettamente organizzato per "festeggiare" il decano della critica contemporanea, l'artista, il maestro, che con le sue splendide cento primavere continua a sorprenderci con il suo lavoro, la sua tenacia, la sua ironia.  C'era il pubblico delle grandi occasioni, con tantissime presenze del mondo della cultura, dell'arte contemporanea, amici ed estimatori del poliedrico Gillo, premiato dal sindaco di Rosignano e dal Tirreno.  In prima fila Mimmo Di Cesare, lo scultore amico di Dorfles, che ha fortemente collaborato alla riuscita di questo eccezionale evento.  Un'estate su cui riflettere, secondo l'artista palermitano ma castiglioncellese d'adozione. Sulla "sua" Castiglioncello. Che proprio dalla lezione di Gillo prende spunto, per un appello alla contemporaneità. Basta piangersi addosso, dice, basta guardare indietro. Puntiamo sui giovani e sul futuro.  «Artisti e noti personaggi della cultura hanno scelto Castiglioncello per trascorrere le proprie vacanze senza i clamori della mondanità - dice il noto scultore orafo -, seguendo le molte occasioni per incontrare i protagonisti della narrativa, della comunicazione, delle arti visive, del cinema di oggi e della poesia. "Bisogna fare di più, qui a Castiglioncello..." ripetono in molti. È il solito ritornello dei soliti scontenti o annoiati che secondo me non sanno quello che vogliono. Personalmente a volte devo scegliere tra diverse proposte culturali, che purtroppo coincidono nello stesso giorno. Senza parlare di questa calda e splendida estate affollata da vari "festival", con maratone per ascoltare scrittori e poeti, o quant'altro».  Quindi c'è un problema di coordinamento nelle proposte culturali?  «Sì, proprio così. Credo che sia necessario rivedere e discurre le nuove proposte per un forte e costruttivo coinvolgimento dei giovani. Sarò ripetitivo e noioso, ma insisto: è necessario un ricambio generazionale per avere questa necessaria e determinante partecipazione. Mi chiedo come non è stata accettata la straordinaria proposta di Micha van Hoecke per la realizzazione a Vada della scuola internazionale di danza!? Ho vissuto con rammarico e rabbia il no a questo progetto, un'occasione mancata per il nostro territorio, sia dal punto di vista culturale che economico. Certamente molti giovani incuriositi e attenti avrebbero vissuto questa importante e inaspettata occasione».  È così pessimista per il futuro?  «Lo ripeto, per me Castiglioncello deve vivere e vivrà in contemporaneità soprattutto puntando sul coinvolgimento dei giovani. In questo preoccupante e lungo periodo di crisi economica molti progetti rimangono nel cassetto per i famosi tagli finanziari alla cultura. Secondo me è necessario percorrere nuovi itinerari, con nuove idee. le cose cambieranno solo quando muterà il sistema e cambieranno le carte in tavola, mi auguro il prima possibile». M.M.

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