Il Tirreno

La protesta di una lettrice, Franconi ribatte

«Un baccano, altro che cena c'erano pure le vuvuzelas»

Un momento dei festeggiamenti di domenica sera
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Un momento dei festeggiamenti di domenica sera

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 CECINA. Piccola polemica a margine della festa. «Definirla semplicemente una cena credo sia troppo riduttivo». Basterebbero queste parole per intuire lo stato d'animo di Silvia Morra domenica sera alla vista della festa dei rionali della Targa. La donna si lamenta per il "parcheggio selvaggio" dei festeggianti, «la via Togliatti e il parcheggio tra questa e via Torres erano invasi dalle macchine parcheggiate - scrive Morra - in barba ai divieti di sosta e, in alcuni casi, costituendo anche intralcio alla regolare circolazione».  Ma le auto sono state il mare minore, infatti «oltre alla cena - racconta la cecinese - è stata ricreata una specie di discoteca all'aperto, con tanto di dj che mixava dischi, parlava al microfono e teneva la musica ad un livello assordante». Spazio anche alle vuvuzelas, «con il rumore delle trombette che i tifosi usano nelle partite».  Infine il confronto. «Passata la mezzanotte - prosegue Morra - mi sono decisa ad andare a chiedere di smetterla con tutto quel fracasso. Si è avvicinato un signore che mi ha accompagnata dal presidente, al quale ho fatto notare l'ora e sottolineato il fatto che la mattina c'è anche chi, come me, si sveglia alle cinque per andare a lavorare. Mi ha dato una risposta da persona seria e responsabile, senza quasi degnarmi nemmeno di uno sguardo: "Anch'io". Però non ha però colto una sfumatura importante: per lui si tratta di un fatto volontario, per me di un'imposizione, perchè con la sua "educata" risposta mi ha detto che non avrei dormito finchè i signori della Targa non si fossero stufati di quel baccano».  Risponde il presidente della Targa, Lido Franconi. «Organizziamo una festa una volta all'anno, non credo sia un problema sopportare fino a mezzanotte. Poi, mi risulta che la signora abiti dietro i capannoni, dove c'è meno rumore, non davanti».

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