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Consigli di frazione, cambio di rotta o sarà la fine

Consigli di frazione, cambio di rotta o sarà la fine

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Consigli di frazione addio? Può darsi. Entro fine anno decadranno gli attuali incarichi e ad oggi non c'è nessuna certezza sul rinnovo di questi organismi. Anzi, una certezza c'è: «così non ha senso andare avanti», dicono ad esempio Dilvo Bertini, Umberto Vannucci e Mauro Battini rispettivamente presidente del Cdf di Nibbiaia, di Vada e di Marittimo.  La situazione di stallo dei Consigli di frazione è stata analizzata l'altra sera durante un'assemblea che si è tenuta a Rosignano Marittimo, a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti delle frazioni (tranne Gabbro).

«Ci siamo riuniti - spiega Dilvo Bertini - perché è arrivato il momento di fare chiarezza sulla funzione e sul futuro dei Consigli di frazione, che sono snobbati dall'amministrazione comunale. Dove è andato a finire il regolamento di partecipazione? Viene applicato rararamente, eppure i Cdf conoscono i bisogni e le necessità delle frazioni meglio che dell'ente centrale. Noi crediamo che ci sia necessità di tenere in vita i Cdf, ma serve un legame più stretto con il Comune. L'amministrazione deve ascoltarci, altrimenti meglio chiuderla qui questa esperienza». Dello stesso avviso Umberto Vannucci. «Oggi - dice - i Cdf sono soltanto una specie di specchietto delle allodole per l'amministrazione comunale. Occorre cambiare, altrimenti meglio chiudere».  I Cdf, in un documento comune in fase di elaborazione, hanno intenzione di portare queste argomentazione in consiglio comunale.

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