Finanza
Stop, buche e radici Ecco una mappa delle strade a rischio
Naomi Buonazia
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CECINA. Dopo gli incroci pericolosi, le segnaletiche orizzontali fantasma. Ne parla anche il nuovo codice della strada. Il decreto del 13 agosto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti parla chiaro. Anche Cecina ha 60 giorni dall'entrata in vigore della legge per attivarsi. Quindi entro lunedì 11 ottobre si dovranno individuare «le barriere obsolete e danneggiate, le segnaletiche verticali semivisibili» al fine di migliorare il manto stradale e fornire più sicurezza ai pedoni ma anche a quegli automobilisti che sembrano ormai in via d'estinzione, visto che viene ritirata una patente al giorno. Abbiamo contato almeno otto vie cui può applicarsi il nuovo decreto. Al primo posto via Savonarola. Impossibile pensarla a doppio senso di marcia visto che su entrambi i lati sono parcheggiate auto che limitano notevolmente il passaggio. La linea continua che dovrebbe separare le corsie è assente cosicché spesso e volentieri si tende a marciare in mezzo alla strada rischiando una collisione frontale. Lo stesso problema è riscontrabile in via Vico, ma a questa è attribuibile anche il primato di strada sconnessa, per le buche nell'asfalto e le radici dei pini. Nella solitaria e poco trafficata via Edmondo de Amicis il segnale verticale di stop non è accompagnato dalla linea trasversale continua che delimita l'obbligo di fermarsi all'incrocio. Per dirne un'altra, in via Volta all'incrocio col viale Marconi il segnale di dare precedenza è quasi completamente nascosto dai rami di un albero. Da segnalare anche gli attraversamenti pedonali, le famose strisce, che se non sono ancora scomparse sono quasi totalmente sbiadite in via Verdi, via Manzoni e via 4 Novembre. Pedoni e automobilisti aspettano dunque che siano passati 60 giorni perché vengano migliorate le nostre strade. Gli interventi, spiega il codice, «saranno determinati nella definizione degli obblighi a carico del concessionario e nella determinazione degli incrementi tariffari nelle convenzioni successive».
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