Il Tirreno

Un pericolo pubblico al volante

Una pattuglia della polizia stradale di Cecina
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Una pattuglia della polizia stradale di Cecina

Ubriaco, inseguito due volte dalla polstrada

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 CECINA. Lo avevano già fermato un mese fa, gli avevano tolto la patente per guida in stato di ebbrezza. Niente, lui non voleva saperne di smettere di bere e di guidare. E' stato fermato ancora una volta (anzi due, dopo un doppio inseguimento) dalla polstrada. Morale? La sospensione della patente è stata prolungata da un anno a due, gli è stato sequestrato il veicolo (della madre) ai fini della confisca, dovrà pagare settemila euro di multa e rispondere di tre denunce penali. Il protagonista è un ventitreenne di Campi Bisenzio al quale il giorno di Ferragosto i carabinieri avevano già ritirato la patente per guida in stato di ebbrezza. Patente che, appunto, gli era stata sospesa per un anno. Domenica mattina è stato intercettato dalla polstrada di Cecina al volante di una Opel Astra, di proprietà della madre, mentre sfrecciava a velocità folle sulla vecchia Aurelia al Palazzaccio. Gli agenti peraltro stavano accompagnando a casa un diciassettenne che guidava senza patente ma con il solo foglio rosa per il motociclo. Il minorenne all'alcoltest era anche risultato positivo (0,45) e si era beccato una sanzione, un anno di ritardo per il conseguimento della patente e il sequestro del veicolo.  Quando la pattuglia ha visto passare la Opel, ha provato a fermarla ma la macchina non si è curata dell'alt e ha proseguito a mille verso sud. E' così scattato l'inseguimento da parte di un'altra pattuglia, che si concluso in via della Quercia dove l'automobilista è sceso e si è arrampicato sul muretto di cinta di una villa. Qui è stato bloccato e portato in caserma. Identificato, il giovane (che lavora come operaio) all'etilometro ha fornito un valore di 2,02. Quattro volte il limite consentito. «Ero arrabbiato con la fidanzata, l'ho mollata per strada» ha detto agli agenti. Poi è venuta fuori la storia della patente già ritirata. Così la sospensione è scattata da uno a due anni. Quindi è stata avvertita la madre, proprietaria del veicolo. La donna da Campi si è precipitata a Cecina per riprendere l'auto (con i sigilli) e il figlio. Con la madre però il ragazzo è apparso sicuro, strafottente, padrone della situazione. Al punto che il comandante della polstrada, Salvatore Ripa, ha ordinato a un paio di agenti di seguire quei due, in borghese. E ha fatto bene. Perché alla prima tappa mamma e figlio sono entrati in un bar. Poi il figlio è uscito con le chiavi dell'auto in mano, si è seduto al volante ed è sgommato via. La pattuglia ha diramato la segnalazione chiedendo rinforzi e alla fine, dopo altri quaranta minuti di inseguimento sulla Fi-Pi-Li, il giovane è stato affiancato da quattro auto e fermato a Scandicci. L'etilometro indicava ancora 1,3. A quel punto sono scattati il sequestro diretto alla confisca dell'auto, settemila euro di sanzioni e tre denunce penali: due per guida in stato di ebbrezza, una per violazione dei sigilli. Ma non la certezza che il tipo smetta di costituire un pericolo sulle strade.

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