Il dolore
PDL SENZATETTO
7 MINUTI DI LETTURA
PDL SENZATETTO Mi sembrano le brioche di Maria Antonietta Ho apprezzato l'interesse della signora Castellacci, quale esponente del Pdl, per i cittadini disagiati e con difficoltà economica al punto da non avere un tetto per ripararsi. Mi domando, però, come mai questi nobili sentimenti non le abbiamo impedito di sostenere un governo che come unica politica economica sta tagliando indiscriminatamente la spesa sociale e lo sta facendo senza assumersene direttamente la responsabilità, ma delegando con forza gli enti locali a fare ciò. Mi domando perché la signora non contesta al suo capopartito di usare i soldi dei cittadini per pagare le multe della Ue per lo sforamento di pochi produttori di latte. Mi domando perché non sollecita la riduzione dei costi per tutti noi cittadini causati dal proliferare delle residenze usate dal suo leader per scopi personali e di stato. Certo che risolvere l'emergenza "senza tetto" con qualche bagno chimico che nasconda eventuali escrementi altrimenti lasciati per strada da questi "poveri" e "incivili" concittadini mi fa ricorda l'aneddoto storico di Maria Antonietta che consigliava ai francesi di magiare brioches se il pane era esaurito! Andrea Conti (Cecina) IL VETERINARIO Massimo rispetto per il circo ma anche per gli animali Lo spettacolo circense ha radici antichissime. Il lavoro all'interno di un circo è pesante, deriva da anni ed anni di fatiche e sacrifici. Ci si sposta, si monta, si smonta, ci si allena... ai circensi va tutto il mio rispetto. Non sostengo e non ho mai sostenuto che i circensi non amino i propri animali. Né che non ne abbiano cura. Né che gli animali non ricambino, almeno in parte, l'affetto ricevuto. Asserisco però l'imprescindibile diritto degli animali a vivere una vita secondo quanto scritto all'interno del proprio Dna. È vero, anni ed anni di cattività possono rendere un animali selvatico docile ed abituato alla presenza dell'uomo. E' possibile insegnare a molti animali esotici e selvatici esercizi, piroette, salti. Un animale feroce può diventare un agnellino, un predatore può mangiare tutta la vita carne gettata col forcone, un erbivoro migrante può migrare con i carrozzoni. Una tigre può farsi "accarezzare come un gattino". Tutto è possibile. La stessa storia delle vicende umane ci ha insegnato che ci si abitua a tutto. Peccato che la tigre non sia un gattino, ma sia un animale completamente diverso, in natura... credo che proprio di diventare come un gattino non le interessasse molto. Chi dei veterinari ricuce i cani da cinghiale raramente li sente piangere. Si abituano, si pensa, no: si arrendono all'inevitabile. Che possono fare? Le rivolte non fanno parte dell'etologia degli animali. Ma fanno parte della storia dell'uomo. Rivolte per fame, ma non solo: per difendere diritti fino a quel momento negati, per asserire principi fino a quel momento impensabili. C'è chi ritiene il circo uno spettacolo educativo. Se si pensa che è rivolto in particolare ai bambini, in fondo la deduzione viene da sé. Ma lo spettacolo con animali selvatici ed esotici non è educativo. Non si educano i bambini a ridere degli altri, ma a ridere con gli altri. Non si educano i bambini a volere dagli altri ciò che non possono e non vogliono dare, ma ad accettarli per ciò che sono. Non si educano i bambini mostrando un uomo domatore, ma mostrando un uomo rispettoso e paziente. Molti studi dimostrano che la comprensione dell'alterità animale (animale diverso, per questo portatore di valori) porta ad una migliore comprensione dell'altro, del diverso in generale. Chi porta i bambini al circo, sappia queste cose. Poi ognuno faccia assolutamente ciò che ritiene giusto, nei limiti dettati dalle leggi. Ma chi porta i bambini al circo, non dica mai, per favore, "questa è la tigre". Le leggi lo dicono, ma la tigre no. Silvia Macelloni (medico veterinario comportamentista) LA BUONA NOTIZIA Che bella la nostra estate con i Canottieri Anche quest'anno, ai Canottieri di Rosignano Solvay al ristorante "Senza Nome" di Marco Neri, è stata ripetuta, ogni martedì, la simpatica tradizione delle cene a tema. L'affluenza, sempre più numerosa delle persone, testimonia l'ottimo livello delle portate sostanziose e gustose. Da notare, anche l'accoglienza sorridente e professionale da parte del personale. Queste cene sono un momento di aggregazione e di socializzazione, si scambiano saluti e sorrisi. Un elogio sincero al patron Marco Neri, che organizza non solo cene, ma divertimenti per tutte le età. Lo Schiuma party, il Giovedisco per i giovanissimi, belle serate di ballo liscio, show di noti comici. Per gli amanti del buon cibo è rinomato il ristorante "Senza Nome" che offre una cucina varia e ricercata. Noi che frequentiamo spesso "I Canottieri" ringraziamo Marco e tutto il personale che si prodigano per renderci l'estate piacevole e ricca di sorprese. Anna Maria Biasci Caletta di Castiglioncello LA REPLICA Noi non diciamo no al rigassificatore Mario Baldeschi, in una sua lettera aperta, chiede al Pd di Vada quando deciderà di convocare un'assemblea pubblica sul "Progetto Rosignano" per spiegare le motivazioni che ci porterebbero, a suo dire, ad essere favorevoli al rigassificatore. Credo che Baldeschi non possa conoscere meglio di noi la posizione del nostro circolo. Il circolo del Pd di Vada ha, sul rigassificatore, la stessa ed univoca posizione contenuta nel programma di governo dell'amministrazione comunale e di quella regionale di cui il partito di Baldeshi fa parte. Detto in modo chiaro: non siamo contrari pregiudizialmente al progetto. Questo non vuol dire che siamo altrettanto pregiudizialmente favorevoli. Non posso pensare che un politico di alta esperienza come Mario Baldeschi non sappia distinguere gli ambiti di ragionamento nel quale "non dire no" non voglia dire allo stesso tempo "dire sì". Nel caso di un progetto industriale così come nel caso di una nuova tassa esistono ragioni più che valide per pensare che oltre ad un secco "no", e ad un secco "si", possiamo ragionare sul come si intende realizzare il primo e ridistribuire il carico fiscale del secondo. In natura come nella vita non esiste solo il nero ed il bianco. Ringrazio Mario Baldeschi per il consiglio sull'agenda politica del nostro circolo e lo invito caldamente a ritrovarci insieme per organizzare sul tema di ciò che può unirci, e non solo su ciò che può dividerci, una comune assemblea pubblica dove magari possa anche lui rispondere alla nostra domanda su quali siano le motivazioni che portano il suo partito a dire no al progetto a livello comunale e, condividendo con il Pd regionale le stesse responsabilità di governo, a non dire un uguale e coerente no anche a quel livello. Troveremo alquanto bizzarro avere come partito un'idea quando parliamo alla nostra gente di Vada e poi, sempre come partito, averne un'altra quando andiamo a Firenze od in un altro luogo della Toscana. Noi non diciamo "no" anche alla "flessibilità", ma questo non vuol dire che siamo per la flessibilità totale. Guardando alla vicende politiche nazionali di questi giorni è evidente come nel centro destra prevalga la forza della Lega Nord che fino all'altro ieri ha praticato la cosiddetta "opposizione di governo". Ovvero comportarsi a Roma come forza di governo e nella Padania come se fosse all'opposizione. Non è che questa moda stia affascinando anche la politica di Sel nel nostro comune? Nella prima repubblica esistevano partiti di "lotta e di governo". Oggi che finalmente parliamo di nuovo Ulivo sarebbe forse il caso di ricordare quello spirito unitario nel suo proposito di governare l'Italia e non nella tentazione, che poi prevalse, di scendere in piazza con ministri di Stato contro il loro stesso governo. Lasciamo la pratica dell'opposizione di governo al centro destra. A sinistra, tale pratica, può forse far raccattare qualche voto in più ma sarebbe solo un travaso di voti dentro il centro sinistra. Sergio Benvenuti coordinatore circolo Pd Vada IL DIBATTITO Chi critica gli ultras non sa cos'è la fede rossoblù Leggendo Il Tirreno del 9 settembre si dice che i tifosi Ultras del Cecina si sono autosospesi per il tifo organizzato; abbiamo letto anche che il signor La Valle dice che la maglia è un "affare di cuore"! Ma quel signore sa cosa vuol dire il cuore di un tifoso e la maglia con i colori rossoblù storici??? Noi crediamo di no... altrimenti avrebbe lasciato la società a dicembre del 2009, lui e quel signor che si dice presidente, Pintossi, e chi li segue. Così non ci avrebbero lasciato nelle condizioni attuali, come invece è successo. Enrica Santini Club femminile "Cecina nel cuore"
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google