CALCIO CECINA
Ma i problemi nascono da lontano
Enrico Marinai Ac Cecina 1929
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Ormai da alcune settimane il comitato "La passione non muore mai" pubblica lettere aperte sui quotidiani locali commentando amaramente le condizioni del calcio cecinese. Le considerazioni svolte sono plausibili e condivisibili. Che la terza categoria sia una campionato non consono alla tradizione calcistica della città lo sanno anche i bambini e si scopre l'acqua calda a dire che il derby di terza sia un derby tra poveri. La crisi del calcio a Cecina, occorre però precisare, ha radici profonde. I debiti non possono essere stati causati esclusivamente dalla mala gestio di Lavalle e Pintossi che sono diventati, loro malgrado, i capri espiatori di tutta la vicenda. Il calcio a Cecina è malato da tempo e tutti i personaggi che ora si ergono a moderni Soloni, portatori sani di perle di saggezze, non mi pare abbiano fatto molto quando la nave stava naufragando. Ad agosto, dopo una settimana dalla nascita della nuova società, abbiamo chiesto pubblicamente aiuto a tutti gli appassionati: molti sono venuti, altri, come quelli del comitato, non hanno bussato alla nostra porta. Forse è più facile agire da Cassandre che mettere la faccia in progetti sportivi poco remunerativi. I dirigenti del Cecina 1929, come abbiamo scritto più volte, non erano i più bravi o più danarosi, erano gli unici disponibili a sacrificare il loro tempo e denaro per salvare il settore giovanile e il calcio a Cecina. In cambio non abbiamo ottenuto nè la possibilità di costruire palazzi nè di realizzare lottizzazioni, solo l'onore di far sopravvivere il calcio nella nostra città. La nostra incapacità ha impedito, secondo qualcuno, di potersi iscrivere a categorie superiori. Ebbene, mi si dica espressamente quale norma federale, quale percorso procedurale si sarebbe dovuto intraprendere. Tavecchio e Bresci, massimi dirigenti del calcio dilettantistico italiano, da noi interpellati direttamente e a mezzo del primo cittadino hanno sempre escluso questa possibilità. Il problema è che, parafrasando un proverbio arabo, i coraggiosi fanno, gli altri parlano. Sono infine completamente concorde con l'espressione "la passione non muore mai", infatti ad una partita di Coppa Toscana di Terza categoria erano presenti quasi 200 paganti. Un sentito ringraziamento è doveroso nei confronti degli ultras cecinesi che, pur non esponendo i loro striscioni, hanno assistito all'incontro contro il Vada.
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