Ferita da una siringa abbandonata a Caletta, paura in spiaggia
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In alto la spiaggia libera a Caletta sopra il pronto soccorso di CecinaTurista bucata a un piede da un ago da insulina si è fatta medicare al pronto soccorso di Cecina
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ROSIGNANO. La siringa era nascosta sotto la sabbia. Impossibile vederla. Ma ad un tratto ha sentito una puntura al piede. Un dolore secco e acuto. Quando ha visto cosa l'aveva infilata si è spaventata: un ago di siringa da insulina. È successo l'altro giorno sulla spiaggia libera di Caletta. Ad essere punta una dottoressa fiorentina sulla trentina, in vacanza sul nostro litorale. Solo la sua esperienza in campo ospedaliero è riuscita in qualche modo a farla stare relativamente tranquilla: è subito andata a farsi medicare a Cecina. La donna, come detto, si stava rilassando sulla spiaggia di Caletta. Ad un tratto, camminando, si è bucata con una siringa abbandonata sull'arenile. La fiorentina - che lavora in una struttura ospedaliera - è riuscita a mantenere la calma solo grazie all'esperienza maturata nel proprio lavoro, anche se si è logicamente preoccupata alla vista di quell'ago e soprattutto sentito il dolore della sua puntura. Così non ha perso tempo: ha lasciato il mare di Rosignano ed è andata dritta al pronto soccorso di Cecina, dove è stata immediatamente medicata al pronto soccorso. Qui gli è stata somministrata anche la profilassi per l'Hiv. Anche se, è bene precisare, che il virus di questa malattia a contatto con l'aria si disattiva nell'arco di 3-4 minuti. Ma in questi casi non mancano le posssibili complicazioni: c'è da prestare molta attenzione alle epetati o al tetano. La prassi, in questi casi, prevede che il soggetto punto da una siringa venga sottoposto ad un prelievo di sangue che, se tutto va bene, viene ripetuto dopo sei mesi per controllare i parametri. Contro il tetano viene generalmente consigliata la somministrazione per gammaglobuline. Non è la prima volta, purtroppo, che accadono episodi del genere lungo le nostre spiagge. In particolare nei tratti di arenili liberi, dove magari la pulizia non è così certosina e attenta come negli stabilimenti balneari. È vero, però, che una siringa abbandonata nella sabbia non è di facile rilevamento anche se c'è qualcuno che pulisce. Ci sono stati casi dove ad essere punti sono stati bambini e allora lì la preoccupazione cresce: in ogno caso occorre rivolgersi al pronto soccorso.
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