Il Tirreno

«Azzerato il servizio civile»

A.d.G.
L’interno della sede della Pubblica assistenza
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L’interno della sede della Pubblica assistenza

La Pubblica assistenza prepara un ricorso al Tar

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 CECINA. Lo stesso lavoro che prima facevano in 28, ora devono farlo in 20. Perché la Finanziaria a Cecina si è divorata tutta la squadra di ragazzi impiegati nel servizio civile. Se immaginiamo questa proporzione, da 28 a 20, si può comprendere lo sfogo di Romano Giovannini, presidente della Pubblica assistenza.  Uno sfogo e una notizia: l'Anpas regionale sta preparando un ricorso al Tar contro quello che Giovannini definisce «un cambiamento delle regole durante il gioco».  Cosa è successo? «Da 25 anni - dice Giovannini - a forza di drastici tagli siamo passati dai 51.273 posti agli attuali 18.459. A Cecina non potranno essere accordate opportunità di servizio civile per giovani dai 18 ai 28 anni. Scorrettamente durante la predisposizione di progetti sul sociale il governo ha modificato i punteggi di riferimento determinando un abbassamento di essi che hanno escluso il volontariato cecinese dal giro dei giovani da destinare per un anno ai servizi sociali».  Approfondiamo la questione con Giovannini, il quale spiega: «Noi ogni anno presentiamo progetti da attuare in campo sociale, ad esempio assistenza agli handicappati, ai bambini, alle scuole, trasporto degli anziani all'ospedale, trasferimento con il pulmino nei centri diurni ecc. Tutti progetti che vengono finanziati a patto che raggiungano certi punteggi. Lo scorso anno il nostro punteggio fu 66. Per gli stessi identici servizi, quest'anno ci siamo visti assegnare solo 62 punti. Come è stato possibile? Semplice: siccome non ci sono soldi, allora il governo ha cambiato i parametri in corsa in modo da tagliare fuori molte associazioni compresa la nostra. Questo comporta una grave perdita per Cecina: l'anno scorso potevamo contare su 8 ragazzi che svolgevano il servizio civile, quest'anno non possiamo averne neanche uno. Hanno azzerato l'intero servizio. E così tutto il carico va distribuito tra gli altri volontari».  Volontari che alla Pubblica assistenza di Cecina sono un centinaio: «Ma solo sulla carta - aggiunge Giovannini - nel senso che molti vengono qualche ora, ma soprattutto sono quasi tutti studenti e quando ricomincia la scuola non hanno più tempo. Di fatto, nel resto dell'anno i volontari sono una ventina. Gli otto del servizio civile garantivano un impegno di sei ore al giorno, ora quegli stessi servizi vanno distribuiti tra venti persone. Perché i servizi alla cittadinanza verranno garantiti, ma il prezzo è sempre più alto. E non sempre possiamo arrangiarci».  «E poi - aggiunge Giovannini - così si nega a tanti ragazzi la possibilità di crescere, imparare, maturare. Il servizio civile è un importante momento di aggregazione. Si nega loro anche uno stipendio di circa 450-460 euro al mese».  «Abbiamo avuto conferma di questi tagli da un paio di giorni - prosegue Giovannini - ci ha scritto la direzione nazionale Anpas. Ne abbiamo già parlato con i responsabili regionali, l'intenzione è presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale».

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