Sicurezza
«Niente ruspe sulle dune del Gineprino»
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Solo 1000 metri, su quasi 5 chilometri di costa, sono riservati agli stabilimenti balneari privati. E l'attenzione alla spiaggia libera, in particolare all'oasi dunale del Gineprino, è "certificata" dal Wwf. Così il sindaco di Bibbona Fiorella Marini risponde alle accuse di un turista che dalle colonne del Tirreno si era lamentato dell'incuria trovata sul litorale bibbonese. Una risposta che il sindaco dà all'unisono con il direttore dell'Asbi Mina Massei, cui è affidato il servizio di pulizia delle spiagge, e Paolo Maria Politi, dirigente del Wwf. Parlando poi del Gineprino, Marini ricorda che "l'oasi è nata per volontà del comune di Bibbona, a coronamento di un'opera di sensibilizzazione, durata oltre 20 anni, da parte di uno storico volontario del Wwf, il dottor Raimondo Stiassi".
Alla cui memoria è dedicata. Massei entra nel merito della protesta. "I due cumuli di canne mostrati nelle foto non limitano certo - dice - lo spazio riservato ai bagnanti. Anche se siamo consapevoli del disagio che si è verificato in un periodo di grande affluenza come il ferragosto, confidiamo nella comprensione dei turisti amanti della natura, che ogni anno scelgono il Gineprino per la sua particolarità di habitat naturale protetto". Proprio per questo qui gli interventi sono limitati al massimo, ed esclusi quelli con mezzi meccanici (ruspe) per garantire la conservazione della linea di costa e scongiurare i fenomeni erosivi.Politi, progettista Wwf dell'oasi, oltreché promotore e coordinatore del primo corso provinciale per la gestione della fascia costiera, che ha formato anche il personale Asbi, conferma: "Il personale ha applicato alla lettera le indicazioni scaturite dal corso di formazione; il temporaneo accumulo di materiale organico, peraltro in assenza di sostanze putrescenti, è la procedura essenziale per poter potenziare, in vista delle mareggiate invernali, il profilo dunale e la conservazione della linea di costa".
Alla cui memoria è dedicata. Massei entra nel merito della protesta. "I due cumuli di canne mostrati nelle foto non limitano certo - dice - lo spazio riservato ai bagnanti. Anche se siamo consapevoli del disagio che si è verificato in un periodo di grande affluenza come il ferragosto, confidiamo nella comprensione dei turisti amanti della natura, che ogni anno scelgono il Gineprino per la sua particolarità di habitat naturale protetto". Proprio per questo qui gli interventi sono limitati al massimo, ed esclusi quelli con mezzi meccanici (ruspe) per garantire la conservazione della linea di costa e scongiurare i fenomeni erosivi.Politi, progettista Wwf dell'oasi, oltreché promotore e coordinatore del primo corso provinciale per la gestione della fascia costiera, che ha formato anche il personale Asbi, conferma: "Il personale ha applicato alla lettera le indicazioni scaturite dal corso di formazione; il temporaneo accumulo di materiale organico, peraltro in assenza di sostanze putrescenti, è la procedura essenziale per poter potenziare, in vista delle mareggiate invernali, il profilo dunale e la conservazione della linea di costa".
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