Attenzione
L'auto che va a energia solare
Alessandra Bernardeschi
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Matteo Camuzzi (a sinistra) con il suo prototipo Uno studente di Rosignano inventa un prototipo a emissioni zero
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ROSIGNANO. Fuel Buster potrebbe essere l'auto del domani. Ad inventarla, vincendo così un concorso promosso a Roma dal Cnr e destinato ai giovani inventori, è stato il ventenne Matteo Camuzzi di Rosignano Solvay che frequenta l'Ipisia Alfredo Ferrari di Maranello. Una passione, quella per i motori, nata sin da piccolo dato che il nonno Este ed il babbo Leandro sono proprietari del negozio di vendita scooter a Rosignano Solvay con officina annessa. «Si tratta - spiega il ragazzo - di un prototipo di auto ad emissioni zero che funziona a pannelli solari o ad idrogeno». Un prototipo che, però, ha già assaggiato almeno un autodromo, quello tedesco. Si è trattato di una gara piuttosto singolare «visto - spiega Matteo che in quell'occasione vincono le auto che risparmiano di più. Su ottocento partecipanti arrivati da tutto il mondo, la Fuel Buster è arrivata quindicesima e terza nella classifica destinata agli Istituti superiori». Un'auto aerodinamica che raggiunge i 50 massimo i 55 chilometri orari, lunga tre metri e larga un metro e mezzo e, ovviamente, rossa, colore simbolo della Ferrari. Vanno avanti dunque, le ricerche per le auto ad emissioni zero: «all'interno della nostra scuola - spiega Matteo - esiste un reparto dedicato allo studio, la progettazione e realizzazione di prototipi di auto ad emissioni zero. Un progetto che sta andando avanti da quindici anni e che continuerà ancora». Il concorso del Cnr «inizialmente era rivolto solo alle singole persone ma, nelle semifinali hanno deciso di inglobare anche gli Istituti». Ovvia l'emozione quando Matteo Camuzzi ha ritirato il premio «ma tanta soddisfazione - dice - l'hanno espressa anche i miei professori ed il preside della scuola».
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