Sicurezza
Si presenta "La fiammata rossa"
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Il sindaco Pellegrini Quell'11 settembre 1920 nel libro di Pellegrini
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MONTESCUDAIO. Correva l'anno 1920 e le urne avevano decretato la vittoria dei socialisti alle amministrative. Bibbona, Casale, Montescudaio, Riparbella, Cecina, Castelnuovo, Suvereto, Campiglia e Collesalvetti avevano scelto i loro governi. Tutti dalla parte della gente, per lo più contadini e poveri. L'11 settembre resterà una data memorabile, un successo figlio del suffragio universale maschile proclamato nel 1919 e destinato a rimanere il simbolo di una stagione breve, spazzata dal partito fascista che andò al governo nel 1923. Il Commissario prefettizio di quelle elezioni la chiamò "la fiammata rossa", spenta nei due decenni di regime che seguirono. Aurelio Pellegrini ne ha voluto conservare la memoria scrivendo un libro dedicato a Montescudaio, che viene presentato nell'anniversario dei 90 anni esatti da quella giornata elettorale, sabato alle 18 nella saletta del Comune. "La fiammata rossa" (Felici) descrive con la passione storica e la partecipazione politica che ha distinto l'impegno pubblico di Pellegrini, sindaco al suo secondo mandato, l'esperienza del primo governo socialista a Montescudaio tra il 1920 e il 1922. Fedele al suo taglio di storico che fa "parlare" le carte, Pellegrini ha corredato il volume di una ricca sezione documentaria con i dati elettorali e dedicato il capitolo "Fuoco sotto la cenere" al fenomeno dell'afascismo, sorta di resistenza passiva da parte di chi non si schierava ma fascista non era. La presentazione è coordinata da Manrico Ferrucci (direttore marketing del Teatro Verdi di Pisa), intervengono Paolo Romano Coppini (ordinario di storia contemporanea all'Università di Pisa), Antonio Valentini (giornalista del Tirreno) e Gino Nunes (consigliere regionale, già presidente della Provincia di Pisa). F.L.
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