Il Tirreno

All’asta anche i macchinari. «Speravamo in una soluzione migliore, ma andiamo avanti»

Effebi, ultimatum dal tribunale

Alessandra Bernardeschi
Alcuni dei lavoratori che rischiano di andare a casa
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Alcuni dei lavoratori che rischiano di andare a casa

L'azienda dovrà lasciare il capannone entro il 30 novembre

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 ROSIGNANO. L'Effebi 2 scale, azienda delle Morelline che a Ferragosto si rifiutò di consegnare le chiavi al curatore fallimentare, avrà tempo sino al 30 novembre per cercare nuovi locali dove trasferire la propria attività. Questo ha deciso ieri mattina il giudice del tribunale di Livorno Carlo Cardi.  Giudice davanti al quale si sono presentati l'avvocato nominato dall'azienda Andrea Porcelli e Francesco Benetti titolare dell'impresa. «Non è proprio quello che speravamo - dice Benetti, che tra le proposte aveva avanzato anche quella di ritirarsi in ambienti più stretti per lasciare liberi gli attuali spazi anche concordando un nuovo contratto d'affitto - ma abbiamo comunque trovato una mediazione. Ora rimane il problema di trovare locali liberi dove poterci trasferire per poter continuare il nostro lavoro. Alcune trattative, in tal senso, sono già aperte, non siamo stati fermi. Bisognerà però verificare - continua Benetti - le metrature di questi nuovi locali affinché siano idonei con la nostra attività e, non ultimi, i prezzi di affitto. Intanto continuiamo a lavorare alle commesse che abbiamo. Il nostro obiettivo è infatti quello di non sospendere la nostra attività».  Possono dunque tirare un respiro di sollievo i proprietari ed i lavoratori di questa azienda nata dalle ceneri della vecchia Effebi Scale. Un respiro almeno fino alla fine di novembre quando saranno chiare le sorti di tutti coloro che attualmente lavorano nell'impresa. Lavoratori che la mattina del 14 agosto, assieme ai Benetti, decisero di non consegnare al curatore fallimentare Giacomo Boni le chiavi del capannone, manifestando tutta la loro preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro. Gli stessi lavoratori che oggi sperano in una veloce soluzione per salvare l'azienda e tutti i posti occupazionali.  Un'azienda, la Effebi 2 Scale alla quale, nonostante la crisi che ha colpito duramente il settore edile, il lavoro non manca, ma che è nata dalle ceneri della vecchia Effebì del padre di Benetti che, a seguito di un'istanza di fallimento è stato costretto a vendere tutti i beni personali. Un'istanza che ha messo in mano alla curatela fallimentare anche il capannone dove nel frattempo era nata la nuova impresa. Da qui l'istanza di sfratto del giudice. Adesso Francesco Benetti guarda avanti: «per quanto abbiamo capito - dice - vorrebbero vendere sia i beni immobili sia quelli mobili ossia la strumentazione ed i macchinari. Noi siamo interessati solo ad acquisire, tramite gara, la strumentazione ed i macchinari, altrimenti tutto ciò che si trova oggi all'interno dell'azienda andrebbe perduto e dovrà essere nuovamente acquistato. Una volta trovati i nuovi locali la nostra idea sarebbe quella di allestirli di modo che il lavoro dell'azienda verrebbe interrotto di soli pochi giorni. In definitiva abbiamo poco tempo - conclude Benetti - ma è comunque meglio di niente».

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