Proteste
URBANISTICA
Benito Gragnoli (consigliere provinciale Pdl)
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URBANISTICA Il regolamento sul decoro migliora la qualità della vita Sono sconcertato nel leggere sulla stampa la sterile polemica della Sinistra per Castagneto relativa al regolamento sul decoro approvato da molti mesi con un ampio dibattito costruttivo. Vorrei replicare dicendo che il tema dei regolamenti serve, se ben applicato, a far vivere in un modo migliore le persone, andando a potenziare la qualità di vita, il rispetto nei confronti del prossimo e della nostra storia; regole ben applicate agiscono sulla conservazione dell'identità dei borghi, conservando la memoria di chi nel passato ci ha consegnato un paesaggio architettonico di estremo valore; norme ben applicate permettono di far capire a chi abita un luogo e a tutti coloro che fruiscono di esso, la necessità, se non il dovere di rispettare la storia, le comunità e le loro tradizioni. Attraverso il nuovo regolamento ci poniamo l'obiettivo di valorizzare gli elementi architettonici del nostro centro storico, adottando criteri per l'arredo commerciale e migliorando la qualità anche formale ed il decoro... Ma davvero il rappresentante della Sinistra, che ha partecipato alle sedute della commissione ed al dibattito in consiglio, pensa che la nostra amministrazione abbia emanato norme sul decoro pari alle norme del G8 su Genova? Ma davvero la Sinistra considera il regolamento sul decoro, adottato da quasi tutte le città toscane e d'Italia, un elemento che concorra a peggiorare la qualità di vita? Noi ci occupiamo anche delle piccole cose, le quali possono contribuire a migliorare l'aggregazione della nostra comunità. Ma pensiamo davvero che i passaggi dei regolamenti nelle sedute delle commissioni, come luoghi istituzionali deputati per approfondimenti, discussioni e contributi al miglioramento, rappresentino una perdita di tempo? Si parla di partecipazione agli atti come elemento importante per l'esercizio della democrazia e trasparenza ed ogni piccolo tassello costruttivo da parte di tutti può contribuire al progetto complessivo sulla qualità di vita. Abbiamo capito da tempo che la Sinistra per Castagneto, invece di dare il proprio contributo nel costruire anche con suggerimenti, rimane politicamente fuori in modo da avere la possibilità di esternare il proprio dissenso con piccole e meschine polemiche. Antonio Muti (capogruppo di Castagneto Democratica) LA POLEMICA Cartacce e furbetti ci vuole più disciplina Ho notato con dispiacere che in diversi luoghi l'educazione e la mancanza di rispetto sono molto frequenti. Tutto questo si nota nei piccoli gesti; guardiamo per esempio, come le pinete, le città sono sporche, carta, bottiglie e vari oggetti che abbondano e rendono i nostri luoghi delle discariche a cielo aperto, senza ritegno e mancanza di civiltà, fregandosene del rispetto altrui. Bisognerebbe sanzionare con delle multe chi fa queste cose, ma anche nei casi di chi getta sporco in terra. La cosa più vergognosa è il parcheggiare nei luoghi riservati ai portatori di handicap... È una forma incivile, considerando il fatto che questa gente non ha il pass apposito e non mi sembrano avere svantaggi. Che si vergognino, perchè da cittadino non accetto la maleducazione e la mancanza di rispetto. Bisogna fare attenzione a chi rilascia i pass, devono essere dati a chi davvero ne necessita, mentre bisogna stare attenti ai furbetti che ne abusano e approfittano. Devono essere più accurati i controlli e rivolgo tutto il mio rispetto e solidarietà a questi cittadini. Simone Modesti (Montescudaio) RAPPORTI POLITICI Biondo dovrebbe seguire l'esempio del sindaco Il 31 agosto scorso, mentre su Facebook imperversava la foto che ritraeva Paolo Barabino in compagnia del sindaco Stefano Benedetti in atteggiamento sorridente e disteso alla Festa della Libertà, Luna Biondo sferrava l'ennesimo attacco al gruppo Pdl dalle pagine del Tirreno. Segnali, questi, di due opposte visioni del panorama politico cecinese e non solo: l'una inneggiante al fair play alla collaborazione, l'altra alla polemica gratuita contro l'avversario. Ho partecipato alla Festa della Libertà con la curiosità di chi si accosta ad un'iniziativa nuova ed ho incontrato, aggirandomi fre i palchi e gli stand, l'entusiasmo dei militanti in piena attività e di visitatori interessati a dibattiti che hanno visto scendere in campo nomi noti del PdL come del Pd. Si è parlato di etica, di economia, della scena politica odierna, della situazione dei Comuni locali, di energie rinnovabili nell'ottica non di una festa di partito, ma con l'intento di interessare anche coloro che, come me, non vantano alcuna appartenenza politica... Oltre ai locali, la Festa della Libertà ha visto fluire a Cecina persone da ogni parte della regione, contribuendo ad aprire la nostra cittadina anche ad un turismo di tipo politico. È fuori luogo, quindi, rispondere ad un simile evento con critiche anche aspre solo perchè questo è stato promosso da un partito avversario. Meglio seguire l'esempio del sindaco Benedetti, degli assessori e dei consiglieri di maggioranza intervenuti alla manifestazione. Fabrizio Ferretti LA BUONA NOTIZIA Grazie al dottor Melosi che ha salvato il mio cane Erano le ore 23 del 13 agosto scorso, stavo passeggiando con il mio piccolo cane maltese al guinzaglio quando vedo in lontananza un pit-bull al guinzaglio del suo padrone. Cerco di passare alla larga, ma a causa di una cattiva custodia, il cane si scioglie e attacca il mio cane tranciandogli di netto la vena giugulare. Dopo tanti tentativi di mio marito di toglierglielo dalla bocca, ci siamo avviati sotto casa del veterinario, che data l'ora era chiuso, ma grazie alla tempestività con cui Marco Melosi è giunto in ambulatorio e alla sua capacità di realizzare un intervento difficoltoso Roky è vivo e sta bene per la gioia di tutti noi. Ho molto apprezzato, oltre alla disponibilità e la capacità professionale, anche la gentilezza di tutta la sua equipe, nei confronti dei nostri piccoli amici e anche dei suoi padroni. Rocky lo deve a tutti loro, se ha ripreso a giocare e ad abbaiare con i suoi pupazzi. Barbara Mannozzi SCUOLE E PRECARI La Cgil ha strumentalizzato i problemi delle nomine Avendo partecipato da osservatore alla convocazione per le nomine del Provveditore agli Studi di Livorno per l'assegnazione degli incarichi di supplenza annuale per l'anno scolastico 2010-2011, non posso che pronunciarmi su alcune valutazioni di fondo. All'esterno dell'edificio, iscritti alla Cgil diffondevano materiale informativo decisamente strumentale perchè frutto di un'analisi parziale e non obiettiva della politica dell'attuale Governo... All'interno, le procedure di nomina della giornata di martedì 31 agosto sono state precedute dall'intervento di un rappresentante della Lega precari, in cui si denunciavano i tagli del Governo all'Istruzione, ricorrendo a più riprese all'espressione "licenziamento di massa". Strano che simili violente esternazioni non abbiano luogo nelle banche, nelle direzioni degli Uffici postali, nelle sedi di Amministrazioni comunali o delle Ferrovie dello Stato; in aziende private o di fronte a negozi. Sebbene la Costituzione sancisca pari diritti a tutti i lavoratori, siano essi pubblici o privati, in altre sedi il precariato non porta con sé alcun diritto, mentre nella scuola tutto cambia. E' completamente falso parlare di "licenziamento di massa" perché il precariato è condizione tale da non includere la "pretesa" del posto di lavoro; il precariato è "aspirazione" al posto di lavoro, ma questo sembra valere per tutti fuorchè per i lavoratori del mondo dell'istruzione. I contratti a tempo determinato hanno per definizione un inizio e una fine, in qualsiasi amministrazione pubblica come nel privato; vien da chiedersi le ragioni per cui, nella realtà dei fatti, sembra esistano precari di serie A (cioè quelli della scuola)... e precari di serie B (ovvero tutti gli altri). La politica finanziaria del Governo, al di là del fatto che, data la crisi congiunturale di questi anni e i sacrifici richiesti a livello europeo per superarla, non possa che risultare impopolare, ha consentito all'Italia di arginare il deficit in modo egregio, senza i contraccolpi subiti dalla Grecia, dal Portogallo o dalla tanto incensata Spagna... Giusto sarebbe, piuttosto, rappresentare ai cittadini la situazione per quella che è, nel pieno riconoscimento della condizione di tutti i lavoratori precari, senza alimentare false aspettative e illegittime pretese, senza far leva sulle difficoltà occupazionali solo per condannare le scelte di chi si occupa della gestione del Paese. Preoccupiamoci, dunque, dei lavoratori precari ma in modo realistico, non prefigurando demoni che godono nell'infierire sui più deboli.
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