Lutto
Rotta del vino a Pisa il derby del nettare bio
Paolo Valdastri www.corrieredelvino.it
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ROSIGNANO. Il derby biodinamico è andato a Pisa. Anche se di misura. È iniziata così la settimana della Rotta del Vino, la manifestazione velistico gastronomica che si tiene da sette anni all'inizio di settembre al porto Cala de' Medici di Rosignano. Sei aziende biodinamiche, tre di Pisa e tre di Lucca, si sono confrontate davanti ad una platea di 40 appassionati che hanno degustato i vini alla cieca e manifestato le loro preferenze. Ha vinto Pisa, ma con un margine molto ristretto per la ottima qualità di tutti i vini presentati. Per Pisa il Caiarossa 2006 dell'omonima azienda di Riparbella ha ricevuto il numero maggiore di consensi. La sua complessità di profumi e di sapori e la grande tensione gustativa ben si è abbinata ai saporiti piatti preparati dallo chef del Golden Marco Nardi, il ristorante del Marina dove si è svolta la gara. Gli altri componenti della squadra pisana erano il Nicolò 2007 di Cosimo Maria Masini di San Miniato, ottimo e rotondo blend di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, e il Duemani, Cabernet Franc in purezza, solido e slanciato, dell'omonima azienda, ancora da Riparbella. Lucca ha convinto una larga parte del pubblico con il Tenuta di Valgiano 2007, suadente e setoso Doc delle colline lucchesi. Della stessa provenienza il Fabbrica di San Martino 2007, saporito e caratteriale, mentre il terzo vino, il Melograno 2008 del Podere Concori, delicato ed elegante, appartiene alla categoria dei vini "eroici". I vigneti sono situati in Garfagnana sui terrazzamenti che richiedono un duro lavoro manuale: ma il loro aspetto è quello di un giardino fiorito. Ma cosa signifca biodinamica? Materia poco conosciuta anche tra gli appassionati più attenti del nettare di Bacco. Una concezione naturale di fare il vino che prende le mosse dai dettami di Rudolph Steiner. Vi sono delle forze, delle energie che si sviluppano dal cielo alla terra e che, se ben governate, vitalizzano piante e frutti senza che ci sia bisogno di ricorrere alla chimica ed ai prodotti di sintesi. Qualcosa del genere veniva già utilizzato dai nostri nonni che seguivano i cicli lunari per raccogliere la legna, seminare, addirittura tagliare i capelli. Secondo i dettami steineriani sono i pianeti interni del nostro sistema solare che, con la luna, contribuiscono, con i loro allineamenti, a determinare i giorni frutto, foglia, fiore o radice. Ogni operazione andrà compiuta nel giorno appropriato e con procedimenti intesi a dinamizzare i prodotti che vengono in aiuto alla vigna. Sembra una leggenda, le prove scientifiche non ci sono, ma i risultati sì.
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