Il Tirreno

Al centro del contenzioso un maxi esproprio

Tirrenica, si attende la sentenza sulla causa del vivaista contro Anas

Ma.Mo.
L’inizio del cantiere della Tirrenica
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L’inizio del cantiere della Tirrenica

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 CECINA. Sulla Tirrenica c'è una spada di Damocle. È la causa di Franco Arnoboldi, 69 anni titolare di un'azienda vivaistica a Collemezzano, che ha citato in giudizio Anas per un vecchio esproprio relativo ad un pezzo di Variante ora interessato al nuovo tracciato autostradale.  Ieri, in tribunale a Cecina, si è tenuta la prima udienza, che lo scorso 27 luglio fu rinviata per la mancanza in aula di Anas. Anas che tuttavia anche ieri non si è presentata, nonostante avesse ricevuto la notifica. Così insieme a Arnaboldi e al suo avvocato Gianclaudio Pazzaglia, era presente il legale di Sat. «Ora la parola spetta al giudice Paolo Bernardini - dice Pazzaglia - che a giorni deciderà sulla nostra richiesta di sospendere i lavori».  Ricordiamo che Arnaboldi afferma di non avere ancora ricevuto da Anas 700mila euro di indennizzo relativi ad un esproprio che risale al 1981, ovvero quando si costruì la Varriante. «Nell'udienza - spiega Pazzaglia - abbiamo ribadito le nostre ragioni. La presenza di Sat? Non abbiamo citato la società autostradale, anche perché il problema non riguarda l'ultimo esproprio». La decisione del giudice aprirà comunque degli scenari. «Se i lavori non saranno sospesi - dice l'avvocato - impugneremo la setenza». Lo stesso farà Sat se il giudice dovesse accogliere la sospensiva.

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di Redazione web