Sicurezza
«Quella fusione non s'ha da fare»
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I relatori del neo Comitato amaranto Sergio Corti Il comitato soci di Costa Etrusca dice no a Sovicille
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CECINA. «Eviteremo la fusione a tutti i costi». Non usano mezzi termini i membri del neo Comitato amaranto Sergio Corti. Un'associazione voluta dai soci della banca Costa Etrusca. I correntisti cercano di fare fronte comune per evitare la fusione dell'istituto con il Credito cooperativo di Sovicille. Una mossa suggerita dalla Banca d'Italia, a seguito di un'ispezione che aveva evidenziato anomalie di governance. «Si tratta di conflitti d'interesse nel Cda - spiega Diego Rizzato, ex direttore, ma arrivato all'incontro alla Buca del Gatto in veste di socio - non ci sono problemi finanziari, quindi la banca è in salute e deve rimanere a Livorno e Rosignano». Tra i Cda dell'istituto labronico e quello senese c'è già un accordo che porterà alla fusione entro dicembre se non cambia niente. «Cercheremo di evitarla - prosegue Rizzato - perché è dannosa. Porterà via la testa dell'istituto dalla nostra provincia. L'obiettivo del neo comitato sono le dimissioni dell'attuale Cda che non rappresenta più nessuno. Neanche ha avvertito i suoi soci della fusione». Sugli undici membri di partenza, nel Cda attuale restano solo sette. Gli altri quattro si sono dimessi, compreso il presidente Franco Pardini. «Basterebbero altre due dimissioni - continua Rizzato - e il Cda cadrebbe perché manca la metà dei componenti. È una soluzione e non ci periteremo a chiamare gli stessi consiglieri al telefono per chiedere loro di lasciare, sarebbe un atto di responsabilità. Altrimenti possiamo percorrere un'altra via. La fusione del Cda deve avvenire in assemblea straordinaria con almeno un quinto dei soci a favore. Oggi i soci della banca sono circa 1400, l'attuale Cda non ha i numeri per portarla a termine, ne servirebbero 270. Noi invece contiamo più di 300 soci a nostro favore. Ci sentiamo in vantaggio plateale». All'incontro costitutivo del comitato, nel resort cecinese, hanno partecipato circa trenta persone, tra cui il calciatore Cristiano Lucarelli socio dell'istituto con la moglie. «Avevamo invitato 25 soci - continua Rizzato - ma è arrivato anche chi non aveva l'invito. Le sorti della banca stanno a cuore a molti. Per questo quando eleggeremo un Cda di nostra fiducia cercheremo di rappresentare tutte le realtà del territorio». E a chi sostiene che una fusione porterebbe garanzie e nuovi posti di lavoro, Rizzato risponde che «l'istituto è in salute e quando ci sarà il nostro Cda continueremo con la politica che portiamo avanti dalla fondazione. Lo abbiamo già detto, apriremo tre sportelli, a Cecina, Livorno e Stagno. Nella riunione di ieri i soci del comitato hanno eletto i rappresentanti del consiglio direttivo. Ne fanno parte: Sergio Cipriani (commercialista, Collesalvetti), Serena Eusebio (architetto, Cecina), Marco Domenici (consulente del lavoro, Livorno), Andrea Domenici (agente finanziario, Livorno), Giacomo Sargenti (imprenditore alberghiero, Castelnuovo), Diego Rizzato (bancario, Collesalvetti) e Enrico Cerri (geometra, Cecina). R.B.
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