Il Tirreno

Biomasse, il Pd fa ricorso contro l'ok alla centrale

La centrale a biomasse secondo il progetto
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La centrale a biomasse secondo il progetto

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Colpo di scena sulla realizzazione della centrale a biomasse: il Pd locale ha presentato ricorso alla Provincia di Pisa sull'autorizzazione concessa al termine della conferenza dei servizi del 19 luglio scorso. Il partito, in sostanza, contesta il fatto che nel rilasciare il via definitivo all'opera - avvenuto attravers la determinazione numero 3420 del 3 agosto scorso della Provincia - si sarebbe ignorato un recente decreto ministeriale sulla tracciabilità della biomassa. Decreto a cui si appella il Pd.

Partito che pensa di non fermarsi qui, ma di rivolgersi anche al Tar se sarà necessario.  Il ricorso alla Provincia presentato dal Pd di Santa Luce porta la firma delle segretaria Silvia Buti, ex assessore comunale. Si tratta di un ricorso amministrativo di tipo gerarchico che punta a sospendere quella determinazione che di fatto dà il via il libera alla realizzazione della centrale targata Ago Energia e con una potenza complessiva pari a 990 kilowatt. Ma perché questa centrale non s'ha da fare per il Partito democratico? «Perché in sede di conferenza dei servizi - spiega Stefano Bertoli del Pd del comune collinare - non si è tenuto conto del decreto ministeriale del 2 marzo scorso che riformula il concetto di tracciabilità delle biomasse per la produzione di energia elettrica». Ed eccoci al nocciolo della questione. «Solo 20% dell'approvigionamento arriva da filiera forestale e, dunque, dal nostro Comune. Il resto proviene da filiera commerciale e per la precisione dalle aree di Montopoli Valdarno e Guamo. Ed su questo 80% che sta il problema: se è vero che viene rispettata la distanza dei 70 chilometri dall'impianto di produzione dell'energia elettrica, distanza massima per essere considerta filiera corta, nel rilascio della concessione si parla di "provienza" entro questo raggio di chilometri.

Ma sulla base del nuovo decreto ministeriale non basta la provenienza, ma serve che la biomassa sia prodotta entro questa distanza. Dunque, ecco su cosa si basa il nostro ricorso: sul fatto che nella determinazione non si parla di produzione, ma di provenienza». E allora sulla base di queste motivazioni «di carattere normativo e ancora di più nell'interesse della comunità locale di Santa Luce e dei cittadini - prosegue Bertoli - si ritiene necessaria l'immediata sospensione delle esecutività delle determinazione del 3 agosto scorso e l'annullamento dello stesso testp per manifesti vizi di merito». E se non basterà questo passaggio, il Pd si dice pronto a ricorrere al Tar. «Stiamo valutando questa ipotesi insieme ai nostri avvocat», sottolinea Bertoli.  Dunque, è scontro tra il Pd e il sindaco Federico Pennesi che ha fortemente voluto questo impianto previsto in località Macchiaverde. «Intendiamoci: il Pd non è contro le biomasse, ma vogliono fare gli interessi dei nostri cittadini e far rispettare quanto previsto dalla legge. Non si possono ottenere così i certificati "verdi"».

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di Redazione web