Il Tirreno

A rischio i laboratori scolastici

Il preside Di Pietro (a sin. di spalle) in un laboratorio del Marco Polo
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Il preside Di Pietro (a sin. di spalle) in un laboratorio del Marco Polo

I tagli del governo hanno ridotto all'osso gli assistenti

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 CECINA. A rischio l'uso dei computer nelle scuole superiori e la loro manutenzione. I tagli al personale voluti dalla riforma dell'istruzione non hanno interessato solo il personale docente e i collaboratori ma anche i tecnici di laboratorio. Gli assistenti tecnici lavorano 36 ore alla settimana negli istituti superiori e si occupano sia dell'uso della tecnologia che della manutenzione di macchinari.  Con i tagli del ministero rischiamo di sparire. «Stiamo organizzando una protesta - spiega Danilo Fiore, del comitato Pro-tecnici di Livorno - blocchiamo tutte le attività aggiuntive, quelle che facciamo spesso ma non sono nel nostro contratto di lavoro».  Problematica la situazione all'Isis Polo-Cattaneo che si trova sotto organico. «In due anni - spiega il preside Luigi Di Pietro - abbiamo perso due tecnici di laboratorio. Attualmente abbiamo quattro dipendenti, due al Polo e due al Cattaneo. La riduzione è stata importante e ci mette in difficoltà. Solo nella sede centrale abbiamo sei laboratori. Nei nostri indirizzi i computer sono fondamentali, abbiamo il grafico pubblicitario. È logico che con questa riduzione dei tecnici dovremo pensare a una ridistribuzione delle mansioni. Negli anni passati i tecnici supportavano anche il personale di segreteria. Oggi non sarà più possibile».  Disagi e difficoltà anche al liceo Fermi, dove è attivo da anni il Pni (Piano nazionale informatica). «La riduzione dei tecnici ci crea problemi - commenta la neo preside, Maria Grazia Rocchi - rispetto all'anno scorso ci troviamo con solo tre esperti. Uno si dovrà dividere tra le due sedi. Non sarà facile gestire quattro laboratori di informatica e uno linguistico».

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