Sicurezza
Il caso di Sakineh
Non bisogna mai smettere di indignarci
Stefano Benedetti (sindaco di Cecina)
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Voglio esprimere il mio sdegno per la vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata alla lapidazione perché accusata di adulterio e di presunta complicità nell'omicidio del marito. Costretta a confessare sotto tortura, ha subito ritrattato ma la vendicativa giustizia iraniana, dopo 99 frustate alla presenza di uno dei suoi figli, ha solo sospeso l'esecuzione. Forse aspettando che l'opinione pubblica mondiale si calmi. Ed è questo che non deve accadere, non dobbiamo distogliere la nostra attenzione. La vita di Sakineh non vale solo per se stessa, ma come simbolo di riscatto e di salvezza per ogni donna oppressa, in pericolo. Per ogni persona, colpevole o innocente che sia. Ma quando si parla di adulterio e quindi di lapidazione, nel mondo islamico, a essere colpite sono quasi esclusivamente le donne. Nonostante in nessuna parte del Corano stia scritto che l'adulterio debba essere punito con la lapidazione, questa feroce uccisione continua a verificarsi in molti paesi islamici. Nelle regioni più rurali, povere e meno istruite dove le sentenze vengono emesse sulla base di processi sommari. Ma non è solo in alcune parti del mondo islamico. In tante altre realtà in cui non è la legge a essere così atroce, sono le mentalità e le consuetudine a essere violente e il ruolo della donna a essere svilito: pensiamo al Guatemala, in cui la violenza domestica è all'ordine del giorno, o alla Cina in cui è praticato ancora l'aborto selettivo e all'India, in cui oltre a questa pratica abominevole viene usata l'uccisione della moglie, mascherata da incidente domestico e praticata dalla famiglia del marito per avere una nuova ricca dote insieme a una nuova sposa. Anche nel nostro paese la sofferenza dei rapporti familiari e sociali sta accrescendo i casi di uccisioni, ferimenti, violenze nell'ambito domestico. Ma tutto ciò non avviene con l'avallo della giustizia, anzi con la nuova legge entrata in vigore a febbraio, che prevede il reato di stalking, è stato fatto un grosso passo in avanti. Ma il cammino è ancora lungo, perché in questa società sempre più globalizzatasi sperimentano, purtroppo, anche nuovi tipi di aggressione nei confronti delle donne. É di pochi giorni fa la notizia della ragazza sfigurata dall'acido a Torino. Solo globalizzando anche le lotte a favore della giustizia si otterrà un avanzamento nel rispetto di tutte le cittadine del mondo, senza smettere mai di combattere: i diritti e la libertà si difendono giorno per giorno.
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