Il Tirreno

FEDE E RAZZISMO

Vittorio Perduti

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FEDE E RAZZISMO Che differenza c'è tra il velo e il cappuccio?  Nei giorni scorsi ho letto dell'encomiabile iniziativa di un cittadino piemontese, che con il plauso leghista ha fatto intervenire le forze dell'ordine per identificare e quindi denunciare per violazione della Legge Reale (L. 152 / 1975) una passante di origine araba che indossava, per convincimento religioso, un velo che ne impediva la riconoscibilità. Ripeto: l'iniziativa appare lodevole, il senso civico dei cittadini va premiato, e la donna velata, pur non potendosi certo confondere tra la folla di italiani a viso scoperto, poteva ben essere una kamikaze di Bin Laden. Non credo, come certi lettori maligni stanno pensando, che il problema fosse la cittadinanza extracomunitaria e la religione non cristiana della donna, sarebbe una intollerabile discriminazione razziale. Sono invece rimasto perplesso dall'apprendere dai media nazionali, con tanto di filmati, che in provincia di Benevento periodicamente vengono organizzate, dalla locale parrocchia, processioni di centinaia di ferventi cattolici che resi assolutamente irriconoscibili da una tonaca ed un cappuccio bianco con solo due fori per gli occhi, percorrono le vie della cittadina autoflagellandosi od infliggendosi ferite con aculei montati su tamponi di sughero, il tutto senza che nessun probo ed attento cittadino abbia invocato l'applicazione della citata legge Reale e senza che le numerose forze dell'ordine presenti, come di doverosa consuetudine, abbiano preso iniziativa in tal senso. Ordunque mi resta il dubbio, quale è la differenza tra velo islamico e cappuccio dei battenti per determinare questa differente trattamento? Che sia il fatto che gli uni sono uomini e l'altra donna? Che sia la radice giudaico-cristiana? Spero che non si tratti di una vergognosa discriminazione razzista e xenofoba. Andrea Conti (Cecina) ROSIGNANO Al posto della macchia nascono i vigneti  I Comuni dedicano spesso mostre fotografiche al loro passato. Sembrerebbero richiami e inviti alla cittadinanza di ripensare al nostro vivere, ai nostri bisogni illusori e beni di consumo inutili. Invece no. Non è la nostalgia e di conseguenza una correzione alle politiche perpretate dalle varie giunte e governi. Non sono pentimenti di come la devastazione dell'Italia sia avvenuta. Sono emerite prese di giro che con la scusa della storia e del tempo che passa, le giunte dei moltissimi comuni italiani, presentano ai cittadini e turisti di come intendono continuare sulla stessa strada. Non faranno mai una mostra di come saremo perché, sicuramente nascerebbe la rivoluzione. A Castiglioncello, nel comune di Rosignano Marittimo, vi è un posto dove al posto della macchia mediterranea hanno fatto vigneti. Dicono che il vino venga buono, lì! Meglio vedere i vigneti che palazzine, ma questo è stravolgere il paesaggio non distruggerlo. Se c'erano pinete, all'intorno, il vigneto veniva fatto lo stesso, vero?  Andate nelle varie campagne e chiedete ai contadini cosa debbono fare per impiantare un vigneto se glielo consentono. Impossibile con le norme comunitarie. La macchia mediterranea, cioè quella che i famosi macchiaioli riportavano sulle loro tele come sfondo paesaggistico, viene costantemente eliminata per far guadagnare aziende e agritiruismi che in nome del Doc, Dop e tante sigle, fanno lauti guadagni. In queste zone e l'ho visto, si eliminano lecci e pini (in via Adda) per fare case. Da lì è bello vedere il mare ma dal mare quella visione fa schifo! No, cari politici di sinistra che governate la Toscana (parlo solo della mia Regione), voi non l'avete la laurea in ambientalismo. Voi non avete nessun titolo per dare lezione sulle urbanistiche che fanno i comuni dove non ci siete voi.  Purtroppo, l'ambiente, per voi è solo l'energia alternativa; i paesaggi cambiati, gli avvelenamenti delle falde, i depuratori insufficienti, le emissioni nocive in atmosfera, tagli di alberi, caccia predatoria, sagre puzzolenti, ecc... non sono problemi ambientali, ma sono soltanto problemi con cui prendete voti.

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