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Spes, Solvay conferma la riorganizzazione si parte entro il mese

La direttrice dello stabilimento Michele Huart insieme al dirigente Stefano Piccoli
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La direttrice dello stabilimento Michele Huart insieme al dirigente Stefano Piccoli

Piccoli: «I livelli di sicurezza non vengono toccati» Un pompiere in turno sarà addetto alle lettiere

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 ROSIGNANO. Solvay va avanti. La riorganizzazione dell'ex Spes, la squadra antincendio dello stabilimento chimico, diventerà operativa entro la fine del mese. Questione di settimane, forse giorni. La conferma arriva dalla direzione della fabbrica. Lo dice il dottor Stefano Piccoli: «Abbiamo presentato la proposta al sindacato, come da accordo aziendale; i livelli di sicurezza sono garantiti». Ma al sindacato la riforma dell'antincedio - col distacco di un pompiere in turno al reparto lettiere - proprio non va giù.  Margini di trattativa? Li esclude Piccoli. «Anche in passato - argomenta il dirigente - l'azienda ha utilizzato come conduttori dei pompieri ausiliari. Stavolta la prassi non è diversa: si tratta di addestrare una persona e utilizzarla per la fabbricazione delle lettiere, un reparto senza problemi, che all'occorrenza si può fermare agilmente». Il pompiere distaccato, in caso di emergenza, torna infatti al proprio lavoro di partenza. Una riorganizzazione "multitasking", che secondo l'azienda tiene conto del particolare periodo di crisi. Ottimizzando quindi la forza lavoro, senza riccorrere a cassa integrazione o altre forme di riduzione d'organico.  Il servizio antincendio è composto da una squadra formata da cinque persone: un caposervizio, un primo pompiere (esperto), due pompieri in turno e una guardia addetta alla portineria. Dai due pompieri si attingerà per il distacco al reparto lettiere.  Le Rsu, che minacciano lo stato di agitazione, si soffermano sui livelli di sicurezza. Sarà smantellata la vigilanza alla porta dell'Ue, denunciano. Piccoli sostiene il contrario. L'ingresso dell'Aniene sarà aggregato alla logistica, dice. La porta di sera è già chiusa, rimane presidiata su due turni giornalieri, «che saranno garantiti da un'altra figura, addetta all'accoglienza». La direzione dello stabilimento chimico difende la scelta anche in chiave anticrisi. «Purtroppo non è vero quello che dice il sindacato - afferma Piccoli - la crisi c'è, eccome. Anche se da un mese la produzione della soda, per fortuna lo sottolineo, è in ripresa, il mercato edilizio e quello automobilistico sono tuttora in grosse difficoltà. In una fase in cui le aziende chiudono o ricorrono alla mobilità, il nostro obiettivo è invece mantenere competitività per vincere la sfida globale». (m.m.)

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