Gioco
Vendemmia & gelosie
I vini di Bolgheri verso un'altra annata di qualità
Paolo Valdastri www.corrieredelvino.it
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Settembre, tempo di vendemmia. Ancora troppo presto per fare previsioni, i capricci del clima potrebbero rovinare tutto. Fino ad ora primavera ed inizio estate piovose, purtroppo qualche grandinata, per fortuna contenuta a poche realtà, caldo non eccessivo e buon soleggiamento. Il che significa maggiore impegno in vigna per prevenire le malattie fungine, maggior carico di lavoro per il produttore ed un ritardo di maturazione rispetto alla media quantificabile in dieci-quindici giorni. Fattore assolutamente positivo, se tutto procede bene, perché in questo modo le varie maturazioni dell'uva, fenolica, zuccherina, aromatica, etc. procedono nel migliore dei modi, con calma e regolarità dando origine a vini fini ed equilibrati, profumati e longevi. Quei vini di qualità ai quali ci sta abituando la nostra costa, da Bolgheri ai territori limitrofi di Montescudaio, Bibbona e Val di Cornia. Ma siamo in tempi di crisi e il successo di alcuni porta allo scoperto le gelosie più livide di altri meno baciati dalla sorte. In giugno i produttori bolgheresi hanno ricevuto un messaggio non firmato da parte di "un amico dei vini italiani" il quale asserisce di cominciare "ad avvertire da parte degli operatori la nausea ed il rifiuto verso i vostri vini: omologati, tutti uguali". Contemporaneamente sul blog di un noto giornalista del settore compare, questa volta firmato, un altro attacco: "come tutte le mode effimere e fasulle, anche quella di Bolgheri si sta lentamente avviando all'epilogo", poi: "la migliore espressione della viticoltura toscana è assolutamente targata Siena e Firenze" e chiede: "proposte fresche... pur di dimenticare roba che piace solo ai russi". E Porthos, "Il revisionismo della critica enoica" di Sandro Sangiorgi, il 16 luglio pubblica un commento di Alessandro Franceschini sulla verticale storica di Lupicaia, organizzata al Cavalieri di Roma dal Castello del Terriccio. "Il Super Toscano appare come un nobile decaduto. I campioni in degustazione sono coerenti con una visione del vino che oggi potrebbe apparire anche passata, vetusta... sono nati ricchi di orpelli, e sovrastrutture e moriranno tali." Verrebbe la voglia di ritornare a coltivar patate (Giovanni Chiappini mi ricorda sempre come erano buone le sue). Fortunatamente, però, la validità di un prodotto la dimostra l'apprezzamento del mercato e non il gracchiare dei corvi. Ed il mercato parla di una domanda che non si è mai spenta, di visitatori che calano da ogni parte del mondo per venire ad assaggiare questi vini, di grandi produttori e blasonati che si recano nel bolgherese per studiare il fenomeno e prendere coscienza dello stile dei suoi vini. Magari diciamo che i nostri borghi medievali rischiano di essere deturpati da un turismo troppo invadente, prendiamo provvedimenti per disciplinare il fenomeno, ma, per favore, smettiamola di sputare veleno su un settore in piena salute apportatore di prestigio per tutti.
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