Il Tirreno

Scuola. Nuova drastica riduzione di personale: in due anni le scuole elementari e materne perdono dieci figure

Mancano i bidelli, l'apertura è a rischio

Rino Bucci
Una scuola elementare: al via con l’incognita dei bidelli
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Una scuola elementare: al via con l’incognita dei bidelli

I direttori didattici lanciano l'allarme. Il Comune ingaggia i nonni dell'Auser

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 CECINA. Nel giro di due anni le scuole elementari e materne della città perderanno 10 collaboratori scolastici. Sei sono già stati tagliati con l'avvio della riforma. Altri quattro se ne andranno il prossimo anno.  A causa della riduzione di personale (17 per cento) voluto dalla nuova Finanziaria. Insomma, la scure sulla scuola non ha risparmiato neanche quelli che un tempo si chiamavano bidelli.  Un riassetto che preoccupa i dirigenti delle due direzioni scolastiche cecinesi e che minaccia la stessa apertura delle scuole già da quest'anno.  «Questo perché la mattina ci sarà solo un collaboratore scolastico all'entrata - spiega Mauro Martelli, direttore del II Circolo - ma se questa persona si ammala o ha dei problemi chi apre l'edificio? Ci troveremo nella condizione di avere un solo bidello a sorvegliare un plesso di due piani con 10 classi. In pratica abbiamo tre dipendenti per ogni scuola del circolo. Il personale si alternerà nella fascia oraria che va dalle 7.45 alle 18.45, in queste dieci ore per forza di cose, i bidelli si troveranno da soli. Dovranno pulire, sorvegliare l'edificio e chiudere. Non è poco, e se non cambia niente dovremo ridurre il tempo scuola». Insomma, ci saranno meno classi a tempo pieno.  Identica situazione al primo Circolo. «L'anno scorso abbiamo perso due collaboratori - spiega la dirigente Roberta Gori -, quest'anno uno, il prossimo anno ne perderemo altri due. In tutto fanno cinque. È logico che la situazione è preoccupante, ma non dipende dall'Ufficio scolastico di Livorno, è frutto della politica nazionale».  I due dirigenti, in questi giorni hanno avuto un incontro con l'amministrazione. Hanno chiesto la collaborazione del Comune per risolvere la situazione, o quantomeno, alleviarla.  «In alcune città del Fiorentino - racconta Gori - si sono create delle collaborazioni tra scuola e Comune. Sono stati incaricati i messi ad aprire la scuola. In altre realtà sono stati i genitori a rendersi disponibili ad aprire. Insomma, abbiamo cercato di far presente la situazione a sindaco e assessore».  Il taglio ai bidelli mette a rischio il tempo scuola. A traballare è il tempo pieno, la forma oraria in cui il plesso resta aperto più a lungo. La soluzione sarebbe riportare tutte le classi ad orario antimeridiano, in questo modo ci sarebbero tranquillamente due collaboratori in ogni scuola. Ma, a pagare il prezzo di questa scelta, oltre alle famiglie sarebbero gli insegnanti. Ne servirebbero meno, con tutte le conseguenze del caso. Insomma, la coperta è corta.  «Se dovessimo tagliare il tempo pieno - spiega l'assessore alla scuola Antonio Garigali - sarebbe un dramma. L'Italia è l'unico paese a tagliare sull'istruzione. Inoltre sarebbe un disincentivo per il lavoro femminile. Abbiamo ascoltato con attenzione i problemi dei dirigenti e aiuteremo i nostri istituti. Purtroppo però, non è possibile garantire l'apertura delle scuole con i messi o con il personale del Comune. Ci sarebbero troppi problemi sindacali. La soluzione va trovata altrove, magari nella collaborazione con le famiglie».  Buone notizie invece per chi lavora e non ha la possibilità di stare ad aspettare l'apertura della scuola insieme al figlio. L'amministrazione comunale ha avuto un contributo dalla Provincia per le famiglie in difficoltà.  «Si tratta di un servizio importante per le famiglie - commenta l'assessore al sociale Lia Burgalassi - infatti, chi lavora nella fascia oraria che va dalle 8 alle 8.30 può lasciare il proprio figlio al servizio di sorveglianza dell'Auser. Gli incaricati aspetteranno fino a che il bambino non entrerà a scuola. L'anno scorso questa iniziativa era stata organizzata solo grazie ai volontari, quest'anno invece potremo contare sul contributo che viene da Livorno».

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